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Control – Recensione

Minacce dall’altro mondo

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Dallo sviluppatore Remedy Entertainment (Max Payne, Alan Wake), arriva Control, un’avventura d’azione in terza persona, che vi porterà a padroneggiare una combinazione di abilità sovrannaturali, equipaggiamenti modificabili e ambienti reattivi mentre combatterete in un mondo cupo e imprevedibile. Dopo che una minaccia ultraterrena ha invaso un’agenzia segreta (il del Federal Bureau of Control) a New York, assumerete il ruolo di Jesse Faden, la nuova Direttrice dell’edificio e combatterete per riprendere il controllo della situazione. Esplorare un enorme grattacielo, ‘The Oldest House’, brandendo la vostra fidata Arma di Servizio, una pistola mutaforma sovrannaturale. Questo vasto e mutevole ambiente è molto più grande di quanto possa sembrare dall’esterno ed è pieno di segreti più profondi.

In Control, principalmente, vi ritroverete a dipanare il complotto che ruota attorno alla ricerca della verità della nuova direttrice Jesse Faden alle prese con il suo nuovo ruolo aziendale. Il mondo di Control, comunque, ha una sua storia da raccontare, così come l’avranno gli alleati che incontrerete lungo il cammino. Effettivamente c’è un sacco di tempo per conoscere i personaggi, studiare l’ambiente e acquisire gradualmente nuove meccaniche e abilità. Attenzione, l’atmosfera sinistra di Control potrà avere un bizzarro impatto che porterà i videogiocatori sicuramente ad incuriosirsi rimanendo affascinati, ma soprattutto a distrarsi in quanto la storia gioca con verità cupe e temi strani.

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La protagonista

La riluttante protagonista di Control arriva al Bureau per cercare di scoprire la verità su un tragico evento della sua infanzia culminato con l’inspiegabile scomparsa di suo fratello, le cui conseguenze soprannaturali continuano a perseguitarla.

Jesse è l’esatto opposto dell’archetipo di maschio alfa della maggior parte dei videogiochi nonché l’antitesi della vecchia guardia patriarcale del Bureau. Il Bureau è rigido, legato alle regole e alle tradizioni tanto quanto Jesse è spontanea, istintiva e pronta a tutto pur di ottenere le risposte che sta cercando.

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L’antagonista

Il “cattivo” di Control è il Sibilo, una misteriosa entità ultraterrena in grado di viaggiare tra una dimensione e l’altra, corrompendo e consumando ogni cosa sul suo cammino. Questo significa che Jesse avrà a che fare con un grattacielo pieno di impiegati del Bureau posseduti e assetati di sangue.

Non credere però di dover affrontare un’orda di impiegati zombi tutti uguali. Remedy Entertainment ha portato il concetto all’estremo, trasformando gli impiegati del Bureau in una miriade di terrificanti forme di vita che richiedono intelligenza e strategia per essere eliminati.

“Se conosci le regole e i rituali giusti, puoi continuare a spingerti sempre più in profondità”

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Oldest House è il nome del quartier generale del Bureau, dove si svolge l’azione di Control. Si tratta di un enorme edificio che, proprio come il Tardis del Dr.Who, trascende i propri limiti fisici modificando le sue dimensioni. Inoltre, l’edificio, ha la capacità di manipolare le leggi della gravità portandovi a mostrarvi luoghi inimmaginabili.

Cercare le missioni secondarie e i numerosi segreti di questo imprevedibile ambiente e lavorare con altri agenti del Bureau per decodificare codici criptici e far luce sugli strani esperimenti effettuati in questo vasto edificio di New York è veramente solo la punta dell’iceberg!
 

Il sistema di combattimento è progettato per essere veloce e distruttivo in parti uguali, con una somiglianza notevole con l’esclusiva Microsoft dello studio Quantum Break.

Il combattimento, in Control, consiste nella combinazione di due sistemi separati: l’Arma di Servizio, personalizzabile, e una serie di poteri soprannaturali. Quindi niente super arsenale per Jesse. Come detto, infatti, l’unica arma che l’accompagnerà per tutto il gioco sarà quella di servizio… mi sembra ovvio che non sarà solo semplicemente “un’arma” Ma un’arma soprannaturale che offre tante modalità di fuoco che a sua volta offrono altrettante opzioni di combattimento che si vanno ad intrecciare come se fossero delle combo definitive. Le abilità soprannaturali invece si sbloccano trovando misteriosi “oggetti del potere” sparsi in giro per la Oldest House.

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Combinate all’Arma di Servizio, le abilità trasformano Jesse in una forza da non sottovalutare. Per esempio: la telecinesi, la possibilità di creare uno scudo protettivo, muoversi “in volo” (anche se quest’ultima sembra più un muoversi in assenza di gravità) e una specie di charme/ipnosi per controllare i nemici. Se c’è qualche aspetto in Control che sembra carente è sicuramente la gestione della mappa. Le aree multilivello si sovrappongono le une alle altre (non è possibile isolarle o ingrandirle per uno sguardo più ravvicinato) ed è praticamente impossibile tracciare posizioni specifiche che avrete o non avrete visitato. Ampie aree possono essere monitorate, certo, ma non, per esempio, un’unica, singola nello specifico. Inevitabilmente questo, porta la mappa ad essere inefficace. A porre rimedio a questo, fortunatamente, verranno in vostro soccorso le segnaletiche, sorprendentemente utili.

Ci sono solo pochi nemici o boss di cui parlare, ma in generale l’IA, in combinazione con una grande varietà di layout grafici meravigliosamente realizzati, rende ogni combattimento avvincente. Che si tratti di un incontro semplice o di uno scontro complesso, dovrete affrontare il combattimento tra acrobazie surreali e azioni di telecinesi spettacolari, tenendo sempre sott’occhio le munizioni e l’energia psichica che consumate. Dovrete anche imparare a difendervi e a recuperare dai danni. L’unico modo per guarire in combattimento è raccogliere l’essenza che viene rilasciata dai nemici caduti, il che spesso richiede il rischio di un tuffo nella mischia proteggendovi anche da ulteriori danni semplicemente per far salire la vita.

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Le statistiche delle mod delle armi, e quelle di Jesse, aumentano casualmente sempre tramite il rilascio dai nemici abbattuti o tramite “forzieri” nascosti. Probabilmente vi imbatterete in centinaia di mod, ma poiché potrete utilizzarne solo un numero limitato,  finirete per smantellarle per fare spazio sul vostro inventario. Le mod possono fare una differenza tangibile, specialmente quando inizierete a trovare quelle di alto rango, ma non possono compensare la mancanza di abilità in quanto tutto il sistema è costruito per una crescita omogenea.

La narrazione, affascinante, si sbroglierà nella mente di Jesse attraverso una serie di monologhi interiori e proiezioni psichiche. Ci sono un bel po’ di scambi di dialoghi tra i personaggi che fanno avanzare determinati elementi della nostra protagonista. Essi, fondamentalmente dipendono dalle scoperte che farà Jesse e dall’interpretazione che darà al loro significato. Anche se sei indotto nei suoi pensieri, c’è un elemento di fondo che Jesse non riesce a spiegarsi ma che qualunque cosa sia, scoprirà essere sempre stata una parte di lei. La storia accrescerà in voi il desiderio costante di saperne di più, ma anche di mantenere la distanza dalla verità per preservare il mistero e così la fine del gioco. Il cast di supporto è eccezionale su tutta la linea, animato da un’eccellente recitazione vocale e da un design di alto livello. Non sono personaggi profondi, sia chiaro, e le conversazioni non vanno mai troppo per le lunghe ma hanno il giusto imprinting che interessa.

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Control è un gioco veramente di grande effetto, dal comparto grafico straordinario e complessivamente dall’esecuzione tecnica meravigliosa. Il combattimento è particolarmente notevole e spicca molto in questo senso. Mentre l’esperienza su PC può essere regolata per funzionare a una frequenza dei fotogrammi costantemente uniforme, la versione PS4 può mostrare alcune balbuzie con macroscopici lag e impercettibili cali di frame, soprattutto quando i combattimenti sono al massimo della loro caos. Questo è un “problema” individuato anche su Xbox One. Ma ripeto, nulla di cui preoccuparsi in quanto, per fortuna, è un evento poco comune che accade molto raramente magari dopo ore di gioco.

Con una buona dose di esplorazione, rompicapi e un combat system che lascia tantissimo spazio all’improvvisazione, mi ci sono voluti circa 20 ore – con molta calma – per arrivare alla fine della campagna di Control. Anche se ho notato esserci una miriade di missioni secondarie da affrontare. Uno degli aspetti che adoro in Control è proprio la vastità di cose da fare. Non capita spesso che un gioco mi prenda così tanto come ha fatto Control. Sono al punto in cui voglio arrivare ad ogni cosa che il videogioco ha da offrire. A dirla tutta, onestamente, ho voglia di ricominciarlo. In Control ci sono così tante qualità eccezionali che facilmente le piccole mancanze passano in secondo, terzo e quarto piano.

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2 risposte »

  1. Un altro centro per Remedy! E mi fa un immenso piacere. Mi sembra più simile come temi ad Alan Wake che ho adorato. Quantum Break anche mi ha stregato, ma la narrazione di AW era semplicemente divina, un mix di citazioni e di indizi in un’ambientazione densa di tensione.
    Per le sbavature citate di frame-rate avete provato la versione PS4 e XBox One “liscia” o esistono anche sul PS4 Pro e XBox One X?

    Piace a 1 persona

  2. I piccoli cali li note principalmente durante i combattimenti, ma come detto sono impercettibili. Io ho provato su PS4, paradossalmente nemmeno una sbavatura, poi sulla pro, ventola impazzita e piccoli lag seppur, come detto, quasi invisibili.

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