Film

Men in Black: International – Recensione

Dopo sette anni tornano ad inaugurare questa sorta di spin-off/reboot sui cacciatori di alieni, i “Men in Black”, il duo Tessa Thomspon e Chris Hemsworth, binomio già comprovato nel cinecomic “Thor Ragnarok” che sostituiscono la leggendaria coppia Will Smith e Tommy Lee, benevolmente omaggiati in questo quarto episodio della saga.

La storia dei Men in Black, task force di agenti speciali incaricati della protezione della terra dalle minacce ultraterrene, è tra le saghe più amate degli ultimi 20 anni. Ispirata al fumetto di Lowell Cunningham scritto in origine per la Aircel Comics, poi rilevata dalla Maliby Comics, oggi assorbita dalla Marvel.
Iniziata nel 1997, quest’anno torna con la forte speranza di replicare il successo del passato e, perché no, di superarlo.  La Sony ha chiamato all’appello Gary Gray alla regia – “Il risolutore”; “Giustizia privata”; “Straight Otta Compton”; “Fast and Furious 8” -, tra il cast, oltre ai già citati protagonisti, Rebecca Ferguson reduce da Mission Impossible – Follout; Liam Neeson che riveste i panni dell’Agente T e dal precedente terzo capitolo, Emma Thompson nel ruolo di Agente O.

Sarà proprio l’Agente O a scoprire le capacità di Molly (Tessa Thomspon), una giovane grintosa, sfacciata e piena di entusiasmo, la quale verrà reclutata ed inviata in Europa, nello specifico nel Regno Unito, ad affiancare l’Agente H (Chris Hemsworth) per cercare di fermare un intergalattico complotto che gli extraterrestri stanno architettando con, forse, l’aiuto di un Men in Black.

meninblack.jpg

Le loro avventure si snoccioleranno in varie località europee e non, attraverso irrealistici inseguimenti e combattimenti all’ultimo sangue da far invidia persino a Thanos. Il tutto corredato da equipaggiamenti all’avanguardia ed intrighi internazionali delle grandi organizzazioni dotate di risorse illimitate – James Bond saluta con la manina-. L’intero mondo dei Men in black, in questo capitolo, si espande e dà vita e riconoscimento a molte altre sedi sparse nel globo terrestre.

Le premesse non sono diverse da quelle del passato, gli ingredienti che crearono il grande successo dei Men in Black ci sono tutti e pure migliorati. Le grafiche sono più realistiche e benché ormai siamo abituati a vedere alieni di ogni forma e colore, gli sceneggiatori hanno dato sfoggio alla fantasia arricchendola di personalità.
La trama è semplice e prevedibile ma nasconde delle bellissime perle. E’ ricco di ironia e di battute che non sfociano nel ridicolo e nell’esasperante, anzi, chi conosce i protagonisti apprezzerà sicuramente delle chicche che sono state inserite all’interno delle scene d’azione.
L’ondata “me too” ha centrato in pieno anche questa pellicola, il tema, fortunatamente, viene affrontato con leggerezza e simpatia. Sarà la stessa inarrivabile e temutissima Agente O ad ironizzare sul fatto che “sono troppo attaccati al nome – Men in black – per cambiarlo”. Inutile parlare della distinzione di razze, è in origine un film improntato sulla diversità in toto. Conosceremo usanze aliene, codici d’onore, alleanze, poteri fantastici e ultraterreni, ma sarà sempre il cuore ad essere più forte e vincere persino contro esseri superpotenti.

Una menzione speciale la vorrei fare a “Pedino” (traduzione italiana), personaggio ricco di battute che si fa amare fin da subito. Riconosce la supremazia femminile della quale si rende devoto servitore, quasi come un personaggio shakespeariano d’altri tempi ma moderno.

Pedino

Del design dei costumi se n’è occupato Paul Smith facendo un ottimo lavoro variando alcune delle più classiche divise. Un particolare distintivo di “eccezione alle regole” potrebbe essere l’evidenza data a un paio di calzini che il personaggio di Chris indossa. Impossibile non notarle, in linea con la sua personalità un po’ farfallona e sopra le righe.

Il film risulta leggero e godibile, non adatto agli amanti del solo cinema d’autore, ovviamente, ma sicuramente tiene testa a molte altre pellicole del suo genere.
Portatore di idee progressiste e di grandi cambiamenti Men in black: International, potrebbe aver buttato giù le basi per una nuova futura saga galattica non solo fatta di uomini – men – ma anche di donne – women – forti, tenaci e coraggiose. Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro.

voto 7

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