Fumetti

L’Uomo delle Valigie – Recensione

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L’Uomo delle Valigie – Tutti i gatti sono di Dio

Tutti i Gatti sono di Dio

Autori: Marco Nucci, Lorenzo Zaghi

Dove acquistarlo: Panini

Ira Zimmer consegna valigette chiuse a degli sconosciuti. Non sa cosa contengano, aprirle è proibito. Lo fa e basta. La sua vita viene sconvolta il giorno in cui una delle ventiquattrore, per un incidente, si spalanca davanti ai suoi occhi. Dentro, un foglio con scritto sopra un numero: 12. Marco Nucci e Lorenzo Zaghi, per la prima volta al lavoro insieme, ci guidano tra i torbidi vicoli di una New York anni 30 che non ha nulla da invidiare a quella di Will Eisner, sulle corde di un’atmosfera noir hollywoodiana “à la” Raymond Chandler.

Già dalla prima pagina, l’opera, si presenta subito come una piramide a strati ben curata. Un mix tra noir, hard boiled, i romanzi di Dashiell Hammett e l’arte di Will Eisner. Dal gusto deciso ma equilibrato, lo stile eisneriano di Lorenzo Zaghi, lascia il segno colpendo in pieno l’interesse del lettore, catturando cosi la sua attenzione ipnotizzandolo e portandolo all’interno della sue arte. I tratti, la dinamicità e tutto il character design fa vivere completamente il senso estetico e le peculiarità dei personaggi e ambienti circostanti. Infatti, la cura ai dettagli è particolarmente ricercata, ed emana il tipico profumo di New York anni ’30.

La storia è imprevedibile, la narrazione è letteralmente piena di precisi colpi di scena posizionati ad arte. Questa unicità rende il racconto un continuo mutamento, che spinge, evolvendosi, dall’inizio alla fine. La caratterizzazione dei personaggi, su tutti Ira Zimmer, è incantevole. Anche qui troviamo una certa cura – quasi maniacale – da parte di Marco Nucci che assegna caratteristiche ben precise al profilo stilistico del protagonista. Esso non si pone tante domande, fa quel che fa e si accontenta di farlo. Un pensiero che si accosta totalmente a quella filosofia del: “meglio non sapere accettando di fare anche cose moralmente ingiuste”. Introverso, taciturno, senza stimoli ne alternative, Zimmer, si ritrova a vivere una vita di plastica dove c’è amore ma senza sentimento, dove c’è passione ma senza impeto, dove c’è impulso ma senza desiderio. Sicuramente un personaggio contorto e quasi allo stremo della propria essenza spirituale.

Un’eterna lotta tra opposti e significati posticci chiusi in un senso di atmosfera assoluta su cui si poggia anche l’essenza stessa dell’essere umano. C’è poco da fare, quest’opera ti sta subito simpatica! Se non avete avuto modo di conoscere gli autori prima d’ora, questa, è l’occasione giusta per immergersi in una storia dal progresso ricco di peripezie, coinvolgente e per nulla convenzionale.

voto 8

 

 

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