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The Magic Order

Autore: Mark Millar, Oliver Coipel

Collana: Millarworld

Dove acquistarlo: Panini Comics

Viviamo in un mondo in cui non abbiamo mai visto un mostro, e la ragione per cui dormiamo tranquillamente nei nostri letti è che cinque famiglie di maghi ci proteggono. Ora però un nemico implacabile li sta facendo fuori a uno a uno… Il primo fumetto di Netflix, dalla genialità di Mark Millar e Olivier Coipel!

IL FUMETTO DI NETFLIX: THE MAGIC ORDER

Ebbene si, avete letto bene il titolo dell’articolo? Sto per parlarvi di un fumetto storico. Si tratta infatti della prima serie prodotta direttamente dal gigante dell’entertainment Netflix.

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La celebre società americana, famosa per la distribuzione televisiva, ha infatti deciso di entrare nel mercato editoriale, sfidando così i colossi del settore. Il seme che ha dato vita a questa novità importantissima è l’acquisizione, da parte di Netflix, della “Millarworld”, etichetta indipendente di proprietà del signor Mark Millar. Non sapete di chi sto parlando? Eccovi un breve elenco dei prodotti partoriti dalla geniale mente dello scozzese di Glasgow.

Cominciamo con Wanted, dal quale venne tratto l’omonimo film, Kick-Ass (due film già prodotti), Civil War, ispirazione per il terzo film di Captain America, Old Man Logan, ispirazione per “Logan” con Hugh Jackman, Ultimates, Superman:Red Son. Ci fermiamo solo a questi titoli, altrimenti l’elenco diverrebbe troppo lungo.

Millar è stato anche consulente creativo per i Fox Studios riguardo le nuove produzioni Marvel ed alcune delle sue creazioni sono attualmente in fase di sviluppo presso gli Studios americani più famosi.

Ma veniamo al fumetto in questione, di cosa parla?

The Magic Order è ovviamente una storia di magia, scritta per i grandi, cattiva e coinvolgente. Richiede la sensibilità di un adulto e non l’occhio incuriosito di un bambino. Facile fare un paragone con la famosa opera della Rowling, qui i temi trattati sono si magici, ma tutt’altro che divertenti. Il nero, inteso sia come elemento visivo che emozionale, è il colore che predomina.

Millar mescola horror, fantasy e noir, spruzza qua e là riferimenti sessuali, alle volte anche rendendoli espliciti. Usa la violenza, sia nei fatti compiuti, scrivendo scene molto crude, che nel linguaggio.

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I disegni sono opera del noto artista francese Olivier Coipel, famoso per opere come House of M, Thor, Siege, Avengers , nonché autore di stupende cover. Pur non essendo al massimo della sua potenzialità artistica, Coipel interpreta ottimamente le atmosfere e soprattutto le caratterizzazioni dei personaggi ideati da Millar.

La trama, magica alchimia.

I Moonstones, una delle cinque famiglie che compongono l’ordine magico, gruppo che protegge la terra da minacce extraterrene, è in estremo pericolo. Qualcuno sta cercando di ucciderne i maghi uno ad uno.

La storia si apre con l’omicidio e il seguente funerale di Eddie Lisowski. I Moonstones assistono alla cerimonia, durante la quale appare anche Madame Albany, una potente strega. Albany vuole l’Orichalcum, un libro antichissimo di magia in possesso dei Moonstones, che sia lei la responsabile dei delitti?

Parte con queste premesse il racconto che Mark Millar presenta nel corso dei sei capitoli che compongono il volume. Le vicende hanno un ritmo abbastanza serrato, a tratti sembrano quasi troppo veloci e superficiali, lasciano interdetti ed esigerebbero una maggior foliazione per venire spiegate a dovere. Tuttavia giunti in fondo il cerchio viene chiuso in maniera magistrale e l’opera lascia appagati e tutt’altro che delusi. Veloce ed efficace.

Conclusioni e continuazioni

The Magic Order è stata accolta molto bene in patria. Avrà sicuramente un proseguo cartaceo, oltre ad un adattamento televisivo che probabilmente andrà ad ampliare i fatti narrati nel fumetto. Personalmente ritengo che Netflix abbia fatto centro assicurandosi i diritti del Millarworld e spero di vedere presto un secondo volume dedicato al magico universo di “The Magic Order”.

Un esordio editoriale notevole. Vorrei passare subito alla seconda puntata, in perfetto stile Netflix.

Recensione per Playgamesitalia.com di: Simone “Controluce” Serafini

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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