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Days Gone – Recensione

Prima esclusiva Sony del 2019, Days Gone vede la luce a un anno esatto dal lancio di God of War. A differenza dell’acclamato Game of the year 2018, tuttavia, l’ultima fatica targata Bend Studios presenta luci e ombre che potrebbero, allo stato attuale, portarvi anche a sconsigliarlo ai vostri amici. Ma andiamo con ordine.

Days Gone non è un titolo in grado di generare un’ondata incontenibile di hype: vuoi per i trailer scialbi, vuoi per il senso di già visto, l’esclusiva Sony è stata accolta in casa mia quasi con indifferenza. Riuscirà l’ultima fatica di Bend Studios a far breccia nei vostri cuori? Andiamolo a scoprire insieme.

In Days Gone vestiremo i panni di Deacon St. John, un uomo che, da due anni a questa parte, dopo la diffusione di una misteriosa pandemia che trasforma gli uomini in mostri cannibali, si guadagna da vivere cacciando taglie, accompagnato dalla sua moto e dall’amico Boozer. L’avventura di “Deek” vi terrà impegnati per oltre 40 ore, durante le quali oltre all’esplorazione dell’Oregon vi ritroverete a indagare sulla morte della moglie del protagonista.

Le prime fasi, concepite per farvi prendere la mano con le meccaniche di gioco, saranno talvolta scialbe, mentre verso il finale la trama decollerà dal punto di vista qualitativo. Come si evince da quanto detto, il salto qualitativo sopraggiunge troppo tardi e costringe il giocatore ad affrettare i tempi e a premere sull’acceleratore.

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Deacon si troverà volente o nolente a fronteggiare schiere di infetti, denominati Furiosi, e predoni. Le possibilità non mancano, anche se fondamentalmente il protagonista potrà aprirsi la strada in due modi: furtività o scontro aperto. Lo stealth è veramente ridotto all’osso, ma fa il suo dovere: prima di agire sarà infatti necessario pianificare il percorso da seguire, memorizzando i movimenti dei nemici di ronda grazie anche all’aiuto di un binocolo che dà la possibilità di marchiare i nemici, rendendoli ben visibili. Spesso e volentieri, dopo una serie di uccisioni furtive, la situazione degenererà e ci troveremo nel bel mezzo della lotta a viso aperto, dove potremo impugnare armi da mischia, come mazze da baseball o tubi, o da distanza come le classiche pistole e fucili. Le armi inizialmente saranno meno efficaci e precise, ma con l’avanzare della trama avremo la possibilità di potenziare Deacon, rendendolo più efficiente nel combattimento. Man mano che proseguiremo nell’avventura dunque otterremo punti abilità necessari per potenziare il combattimento in mischia, a distanza e la capacità di sopravvivere del protagonista. Ad aggiungere carne al fuoco, ogni arma si degraderà gradualmente, il che vi spingerà a pianificare meglio le fasi stealth e a fare maggiore affidamento sull’indistruttibile coltello da caviglia. Nonostante i potenziamenti, tuttavia, le fasi di shooting non brillano a causa di hitbox imprecise e intelligenza artificiale degli avversari umani non al top.

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Il vero punto forte degli scontri saranno invece le battaglie contro i Furiosi, che vi costringeranno a sfruttare al massimo ogni risorsa disponibile, dalle preziose molotov alle taniche di benzina detonabili. I Furiosi rappresentano dunque il principale pericolo per Deacon e, sebbene presi singolarmente non siano nulla di che, se affrontati in gruppo rappresenteranno un avversario davvero duro da sconfiggere. Una menzione d’onore meritano le orde, sciami di Furiosi ammassati in un unico luogo che vi metteranno realmente alla prova, al pari di un classico, colossale boss uscito da un videogioco giapponese.

L’open-world è ben realizzato e dettagliato: ognuna delle sei regioni che compongono l’Oregon è differente e ben caratterizzata. Se da questo punto di vista il team ha svolto un lavoro certosino, lo stesso non si può dire dell’ottimizzazione: onnipresente il fastidioso pop-up delle texture condito da glitch grafici e rallentamenti che inficiano sulla qualità dell’esplorazione.

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Il meteo dinamico tuttavia è uno dei cavalli di battaglia del titolo, in quanto i suoi effetti non sono solo visivi, ma impattano anche sul gameplay: il rumore della pioggia rende Deacon meno udibile dai nemici e la neve costringe a guidare la moto con maggiore prudenza.

Altra chicca che contribuisce a rendere l’esplorazione più realistica sono il consumo di carburante e l’usura del motore della moto: scordatevi dunque di poter gironzolare senza meta perché ogni viaggio dovrà essere pianificato onde evitare sgradevoli sorprese. L’usura del mezzo vi costringerà infatti a tenere un occhio sul manubrio e uno sulle stazioni di servizio vicine, in quanto spesso e volentieri dovrete far rifornimento e aggiustare il motore. La moto, nostra unica compagna, riveste quindi un ruolo primario nell’esplorazione. Se inizialmente sarà un catorcio inguidabile, col passare del tempo sarà possibile sbloccarne i potenziamenti e assicurarsi un mezzo adeguato: Nos, motore e scarichi sono solo alcuni degli aspetti modificabili, senza contare la gradita possibilità di personalizzare il mezzo anche esteticamente.

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Oltre alle classiche missioni principali, come in ogni open-world che si rispetti, non mancheranno incarichi e sub-quests come la distruzione dei nidi dei Furiosi, l’assalto ai covi dei Ripugnanti e la conquista di avamposti presidiati dai nemici. Durante il completamento dei suddetti incarichi sarà possibile ottenere maggiori informazioni sull’epidemia e potenziare il protagonista con iniezioni in grado di aumentare l’energia, il vigore e la concentrazione.

In conclusione…

Days Gone rappresenta un prodotto solido, basato su una struttura narrativa nel complesso convincente e da un gameplay che attinge copiosamente da titoli passati. La sensazione di già visto dunque sarà vostra amica per tutta la durata del viaggio di Deacon, accompagnata però dalla gradevolezza dell’esplorazione di un mondo ben realizzato e credibile.

Days Gone è un titolo a due facce: se da un lato talvolta sembra voler gettare il cuore oltre l’ostacolo, dall’altro fin troppo spesso cade nella banalità del “già visto”. Un concentrato di buone potenzialità che vanno a farsi benedire quando ci si aspetterebbe il salto di qualità.

Un titolo decisamente interessante, che non brilla di originalità. Vedremo cosa ci riserverà il futuro con il lancio dei DLC; per il momento, Days Gone non va oltre un…

voto 8

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1 risposta »

  1. Dalle immagini che ho visto e dalle tue parole, mi sembra un po’ tutto già visto. Mi è sembrato un po’ HZD, alcune meccaniche prese da Uncharted 4 e da altri giochi “importanti”. Non mi convince a vederlo così, magari pad alla mano sarà diverso, chissà 🤔

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