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L’Uomo Multiplo – Alla fine torna tutto

Dove acquistarlo: Panini Comics

Il ritorno del bizzarro Jamie Madrox, l’Uomo Multiplo! 
Ma come, non era morto?! Tutte le risposte in questo volume! Viaggi nel tempo, dimensioni parallele, follie multiple e satira sociale per uno degli X-Men più amati di sempre! Un prologo all’imminente rilancio di Gli Incredibili X-Men!

 

Nel corso degli anni ci sono stati un sacco di personaggi nell’Universo Marvel che sono stati rilanciati regalandogli una seconda possibilità. Questo potrebbe essere il caso di Multiple Man.

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Scomparso negli anni ’80 nella serie “X-Factor”, prima di guidare la squadra a metà degli anni 2000, Jamie Madrox è ora nelle sapienti mani dello scrittore Matt Rosenberg, dell’artista Andy MacDonald, della colorista Tamra Bonvillain e dell’illustratore Travis Lanham.

Multiple Man era un personaggio divertente ma complesso a causa della natura dei suoi poteri. Rosenberg porta ancora avanti questo stile, portando quell’umorismo classico, morboso e avvolte impassibile che rendeva il personaggio così popolare all’epoca. Madrox si ritroverà nel bel mezzo di un misterioso mistero, ovvero quello della sua morte. Tra viaggi nel tempo al fine di salvare se stesso e quel suo “sorriso” quasi annoiato, rende MM ancora più accattivante di come lo ricordavamo.

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Rosenberg possiede un grande senso dello storytelling degli X-Men. Infatti questo comics sembra quasi l’essenza della squadra X distillata in un singolo personaggio. Rosenberg ha messo tutto in gioco: personaggi che tornano post mortem, popolari X-People, viaggi nel tempo e realtà alternativa, prendono quella sostanza dei comics-retrò che ormai, ahimè, non vediamo più tra le nuove alternative. Nonostante tutti questi déjà vu, non si avverte nessuna forzatura. La storia scorre liscia come l’olio e la scrittura è piacevole e mai noiosa. Rosenberg da alla narrazione un ritmo molto hard rock e riesce a mantenere le cose emozionanti fino alla fine.

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L’uso moderno dei disegni è l’altra chiave vincente. Andy MacDonald, con un tratto sottile, mixa abilmente quella sensibilità dello stile d’animazione a quella fumettistica tradizionale, creando cosi uno stile visivo impressionante nonostante non sia cosi particolarmente realista. Mi piace soprattutto come MacDonald disegna Madrox; quella faccia da bambino quasi innocente su di lui riesce a funzionare superbamente. La combinazione delle sequenze visive legate al ritmo narrativo danno un risultato eccezionale. I colori sono belli saturi. Carichi anche di quella sensazione “effetto nostalgia” che ci piace.

Per chiudere, questa è una storia dal tono chiaramente mutante, che probabilmente piacerà ai fan più anziani ma non solo. Infatti attirerà, quasi sicuramente, nuovi fan verso le bizzarre avventure di questo angolo dell’universo Marvel che è conosciuto soprattutto per averci regalato delle vere e proprie perle. Un gradito ritorno, più che piacevole!

voto 8

 

 

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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