Film

Hellboy – Recensione

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Hellboy, il film diretto da Neil Marshall, segna il ritorno del leggendario supereroe demoniaco Hellboy (David Harbour) che in questa nuova avventura tratta dai fumetti di Mike Mignola, dovrà fronteggiare l’antico spirito di una strega tornata dal mondo dei morti. Hellboy, detective del BPRD (Bureau for Paranormal Research and Defense) che protegge la Terra dalle creature sovrannaturali che la minacciano, è chiamato in Inghilterra per combattere tre giganti infuriati. Qui scoprirà le sue origini e dovrà vedersela con Nimue, la Regina di Sangue, un’antica strega resuscitata dal passato e assetata di vendetta contro l’umanità. Hellboy dovrà cercare di fermare Nimue con ogni mezzo, in un epico scontro per scongiurare la fine del mondo.

Diciamocelo, non è semplice imbastire un progetto come HB. Quasi sicuramente gli sarà toccato gestire principalmente due enormi incognite dovute a quelle fette di appassionati che chiedono, da anni e a gran voce il ritorno dell’omone rosso. La prima porzione è quella dei fan-comics che non riescono a vedere il personaggio in nessun altro modo che non sia uscito dalle matite di Mike Mignola. La seconda fazione è quella dei fan dei primi film, (HellBoy del 2004, HellBoy: The Golden Army del 2008) che non rivedono, a posteriori, niente del loro beniamino in questo nuovo film.

Inutile girarci attorno, HellBoy ha dei difetti mastodontici. Tralasciando quello che riteniamo essere evidentissimo, ovvero l’effetto visivo che non rispecchia per nulla HB. Forse il vero problema sta nella caratura del film stesso, che sembrerebbe aver preso una direzione decisamente inaspettata, quella scia luminosa che è riconoscibile tra mille: quella del B-movie. Ma andiamo piano… io adoro i B-movie, ma permettetemi la domanda lecita: “perché?”

Uno splatter violento e tipico, che spesso lascia perplessi in quanto a tratti – e quasi in maniera insensata – si cerca la classica scena alla Blood Feast che per forza di cose va a cambiare il rating del film stesso che sicuramente non è adatto a tutti. La caratterizzazione dei personaggi sembra un po’ affrettata e banale quasi come se avessero grattato appena la superficie e si siano accontentati così.

Ma se da una parte, oggettivamente, il film presenta dei problemi e delle scelte che lasciano alquanto perplessi, dall’altra troviamo il rovescio della medaglia. Il film sicuramente è quello che più si avvicina al fumetto. Questo perché i primi due (2004 e 2008) erano principalmente una reinterpretazione di quello che Del Toro pensava del personaggio nonostante sia parte dello stesso infuso fumettistico che ha ispirato il famoso regista. Il ritmo del film è buono, anche se arrivati a metà sembra perdere qualche colpo. I piani sequenza, la fotografia, la regia e l’inquadratura – effetti compresi – sono spettacolari.

Infine, il film HellBoy, nonostante tutto, è quello che più si avvicina al concetto stesso del personaggio fumettistico in quanto originalità. Un Mignola più visibile che sicuramente alza la media.

voto 7

 

 

 

 

 

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