Tim Burton da sempre dà voce agli emarginati, ai diversi. Chi non ricorda il dolce e incompreso “Edward mani di forbice”? O il piccolo Charlie de “La fabbrica di cioccolato”? O ancora “Ed Wood”? Ritorna con il piccolo elefantino volante Dumbo in una rappresentazione live-action distaccandosi dall’originale sia per storia che per contenuti.

La pellicola si apre con delle immagini molto calzanti ed evocative. Il famoso treno del circo con i suoi protagonisti e le loro stravaganze.
Il Circo dei fratelli Medici è famoso per i suoi “mostri” ed in seguito per Dumbo, piccolo elefantino dalle orecchie enormi, inizialmente rifiutato ed emarginato, grazie all’aiuto dei due figli dell’ex star del circo e reduce di guerra Holt (Colin Farrell), ne diventa l’attrazione principale. La sua fama attira l’attenzione del magnate disonesto e spregiudicato Vandevere (Michael Keaton), proprietario del grandissimo parco divertimenti Dreamland che acquisisce l’intero Circo Medici e tenterà di sfruttare a suo favore le abilità del piccolo elefantino.

mamma jumbo

La narrazione scorre lineare, non ci sono grandi colpi di scena inaspettati. Risulta molto simile ad una messa in scena teatrale, comprese le interpretazioni attoriali. I sentimenti come gioia, tristezza, rabbia sono molto accentuati dalle espressioni facciali e gestuali. Gli attori sono però tutti molto bravi ed espressivi, una fra tutte la bellissima Eva Green, nei panni dell’affascinante trapezista Colette Marchant, meravigliosa! Ho apprezzato molto la sua gestualità ed espressività, molto circense. Colin Farrell, invece, l’ho visto un po’ sottotono, complice, forse, il ruolo del personaggio un po’ indeciso e scostante.

A differenza del cartone del ‘41 gli animali non parlano ma hanno un’intelligenza superiore ed espressioni quasi umane.
Il ritmo delle scene è andante e didascalico, si passa da una scena all’altra o da un personaggio all’altro senza far perdere di vista nulla di ciò che sta accadendo e l’azione risulta così ordinata e precisa.

Tim Burton si lascia alle spalle le ambientazioni cupe e un po’ creepy per dar sfoggio ad una nuova palette di colorazioni. Scordiamoci il Burton de “Il mistero di Sleepy Hollow” o de “La sposa cadavere”, ha un totale diverso approccio, lasciando una piccola vena mostruosa solo in alcune scene. Riscrive la storia rendendola più moderna ed adatta a temi più attuali, come lo sfruttamento degli animali selvaggi nei circhi. Infatti, il film come lo ricordiamo è tutto concentrato nella prima parte, nella seconda tutto viene reinventato inserendo nuove dinamiche e personaggi in chiave attuale, è tutto più giusto e politically correct, un po’ meno vivace e più adulto.

dumbo2

Analizzando la pellicola non si può dire che ci sia del non detto, come la regia pure la narrazione è lineare e semplice. Il cattivo è cattivo, i bambini sono innocenti e intelligenti senza nessun tipo di malizia o di secondi fini. Anche tutti i personaggi risultano piuttosto trasparenti e sinceri. Proprio per queste particolarità lo ritengo un film adatto ad un pubblico giovane e alle famiglie. I vecchi affezionati alla pellicola di animazione troveranno sicuramente un punto di incontro con le nuove generazioni.

Tim Burton non fa nulla di male, è accademico e molto sensibile, soprattutto nel dar vita ai sentimenti di Dumbo con il quale si empatizza immediatamente. Non osa dando voce agli emarginati quali i protagonisti circensi, non esagera con l’oscurità e i mostri, non dà un particolare marchio a questo film. È più vicino alla tecnica usata per “Alice in Wonderland”. Visivamente è una gioia per gli occhi, e sicuramente più emozionante da vedere con gli occhi di un bambino. Se penso alla “me” piccina che rimaneva incantata davanti a pellicole tipo “Mary Poppins” o “La Storia infinita”, credo che davanti a questo Dumbo rimarrei estasiata. Con gli occhi di oggi, invece, mi sono detta “si bello ma da lui mi aspettavo di più”.

piuma

DA QUI IN POI ATTENZIONE SPOILER!!

Il film è nostalgico ed addirittura ricrea scene identiche come la scena di mamma Jumbo che guarda il piccolo attraverso la finestrella sbarrata della gabbia in cui l’hanno messa, o ancora l’abbraccio con le proboscidi che fa intenerire anche i cuori più gelidi. La scena degli elefanti rosa è stata completamente stravolta. La visione di questi elefantini rosa non risulta più una conseguenza dovuta all’assunzione di alcool, ma vengono rappresentati attraverso giochi di bolle dagli attori del circo. Dumbo, infatti, si sofferma ad ammirare questo spettacolo e ricrea nella sua immaginazione degli elefanti ballerini che vengono resi di color rosa dalle luci dello spettacolo. Una scena molto teatrale e forse tirata un po’ troppo alle lunghe ma sicuramente d’effetto per gli affezionati della vecchia pellicola. Qui non viene posta come incubo ma, al contrario, come una cosa gioiosa che vede Dumbo danzare divertito. I genitori, quindi, possono sicuramente stare più tranquilli sapendo che l’alcool viene fortemente vietato attraverso una battuta di Max Medici (Danny de Vito) che, durante il bagnetto del piccolo elefante, risponde ai circensi che festeggiano con champagne con una frase marcata tipo “tenete l’alcool lontano dal bambino”.

elefantinirosa

Burton con semplicità ci mostra che la diversità può diventare un punto di forza e nel momento che si realizza questo non è più necessaria una piuma per volare, si vola trovando dentro se stessi la forza e trasformando l’impossibile in possibile.

voto 7

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Pubblicato da Maria V.

"Non importa se a un quarto di miglio o dall'altra parte del mondo, quello che conta nella mia vita saranno sempre le persone che ho davanti. Salute, mi familia!" -Dominic Toretto

5 Comments

  1. Ciao,
    Ho guardato il trailer e non mi ha convinto. L’ho trovato grottesco sia dal punto di vista dei personaggi, che dell’ambientazione. Per non parlare dei clown che sembrano delle comparse di It.
    Insomma, questo Dumbo lo vedo molto lontano dal cartone, colorato e vivace

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    1. Ciao! È decisamente diverso, ma non grottesco. Non c’è nulla di cupo o dark, contrariamente al solito Burton. È un film molto adatto ai bambini e come scritto nella recensione, pulito e politically correct

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      1. Ti ringrazio per il commento tempestivo. Non so se hai visto il trailer, forse é quello che inganna!

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      2. Si beh, sempre di un circo si tratta 😊 ma il trailer è ingannevole.

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  2. L’ho trovato un film meraviglioso, soprattutto dal punto di vista del remake. Tim Burton è riuscito a non tradire il cartone animato e ad aggiungere i giusti riferimenti in modo poetico.

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