Prima pellicola al femminile dell’universo Marvel, che ci porta nei primi anni ’90 e vede protagonista una stellare Brie Larson nei panni di Carol Danvers/Captain Marvel. Un soddisfacente film di origini, un percorso da eroe in piena regola, lungo il quale la protagonista affronta sia sé stessa che i suoi agguerriti antagonisti.

Regia e sceneggiatura sono state affidate ad Anna Boden e Ryan Fleck già coautori della, simpaticissima ed irriverente, commedia drammatica e un po’ demenziale “5 giorni fuori”. La loro mano si distingue tra mille, sia nella leggerezza con cui vengono affrontati le sue vicende, sia per quanto riguarda il compimento stesso della missione affidata loro.

Il duo ha ben caratterizzato sia i personaggi, tutti molto forti, che la struttura della narrazione. Carol è affiancata da personaggi di rilievo quali Yon-Rog (Jude Law), un giovanissimo Nik Fury (Samuel L. Jackson), Maria Rambeau (Lashana Lynch) e anche l’ Agente Coulson (Clark Gregg), che la sostengono  riempiendo le scene. La coppia Brie/Samuel L. Jackson funziona molto bene: Fury sfodera sempre il suo carattere forte ed eccentrico senza mettere in ombra la dubbiosa, ma piena di spirito, Carol.

Una nota di merito va al lavoro attoriale della protagonista, che attraverso i suoi sguardi, sorrisi, cenni, è riuscita a comunicare tantissimo; le battute sono ridotte ai minimi termini e lei ha riempito i vuoti magistralmente. Una su tutte la parte in cui si ribella ai Kree ed acquisisce pieno accesso ai suoi poteri. Forse il momento più “girlpower” della pellicola.

La pellicola è ricca di azione. Lotte corpo a corpo e combattimenti alla Star Wars con inseguimenti spaziali e voli galattici accompagneranno costantemente tutto il processo del film. La regia è calma, non ha fretta di portare avanti la storia e scandisce con molta chiarezza ogni avvenimento del presente o del passato. Le scene sono sempre ben definite e delineate, lo spettatore non perde mai nulla di quello che accade.

Altro tassello importante, costante ed incisivo, è la colonna sonora che in modo piacevole e profondo accompagna tutti gli avvenimenti. I costumi sono studiati e precisi, a parte la divisa di Captain Marvel fuori luogo in qualsiasi epoca in quanto uniforme di una confederazione spaziale di cui è stata facente parte. Oltre agli abiti, l’intera messa in scena di luoghi e cose (auto, tecnologia, telefoni, negozi) è stata realizzata alla perfezione. Nulla stona con il periodo in cui si svolgono i fatti. Ci sono ovviamente scene chiave, dopo i primi titoli di coda, per la prossima pellicola e, come sempre, una simpatica sequenza al termine dei credits.

DA QUI IN POI ATTENZIONE SPOILER!!!!

La scelta di spiegare le origini del personaggio attraverso flash back, l’ho trovata molto intelligente, altrettanto brillante il plot twist, verso la fine, con il cambio di villain, intuibile fin dal principio, ma sorprendente.

Uno dei protagonisti che più ho amato è il gatto Goose con il quale Fury instaura un bellissimo rapporto di amicizia e fiducia, sarà proprio questo dolce gattino a svelarci uno dei quesiti vitali dell’intera saga Marvel: “Come ha fatto Nik Fury a perdere l’occhio”?

Il rapporto tra Nik e Carol è importante, ci regala molti aneddoti sull’enigmatico agente, futuro direttore, dello S.H.I.E.L.D. Contrariamente alle pellicole precedenti dove è avvolto dal mistero, qui si apre un po’ facendo trapelare qualche “gossip” sulla sua ipotetica famiglia.

Infine…

Il rischio di poter vedere confezionato un semplice film di passaggio, per l’imminente uscita di Avengers Endgame, era elevato, invece sono rimasta molto soddisfatta. Un Film ben ideato, ricco di significati e di grandi rivelazioni chiave. Sicuramente essenziale per il futuro Endgame e per conoscere appieno l’universo Marvel. In conclusione posso dire che è un origin story ben riuscita, forse non la migliore del Marvel Cinematic Universe, ma si difende. E’ un film leggero e scanzonato che fa letteralmente volare le due ore di messa in onda.

voto 8

Recensione per Playgamesitalia.com a cura di Maria V.

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

2 Comments

  1. Secondo te brie larson potrà rovinare la riuscita del film?

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    1. Ma non credo proprio, ha già avuto un discreto successo in un solo giorno

      Piace a 3 people

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