PlayStation

Anthem – Recensione

Voglio iniziare questa recensione  in maniera insolita… ovvero al contrario. Voglio parlarne subito male. Iniziamo! Per me, Anthem, era il gioco più atteso assieme a KH3 e  – all’inedito – Cyberpunk. Ammetto che le aspettative riposte in questo progetto della BioWare erano tante, ma talmente tante che avendolo tra le mani e giocandoci, la delusione che mi è piombata addosso mi ha fatto letteralmente uscire un’ernia. Da qui l’esigenza, mia, viscerale, di iniziare subito con un: “No! Non ci siamo… proprio no!”

Lanciarsi da posti più disparati, attraverso paesaggi che deliziano gli occhi, e quel briciolo di combattimento, restano le uniche cose che tengono a galla Anthem… tolti questi, nulla più. I momenti che potrebbero essere promettenti rimangono solo un sogno che risiede nel nostro immaginario che a sua volta è stato pompato, fondamentalmente, dall’hype iniziale da tutti i fan-boy che a prescindere da tutto lo stanno amando.

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Il gioco

In breve: Vi ritroverete nei panni di un eroe “esordiente” che combatte contro alcuni esseri che minacciano l’umanità (originale il tema eh?), tutto questo dentro a delle tute – meccaniche – da combattimento. Il gioco parte subito con una missione che ci spiega poco e niente per poi essere portati due anni avanti, trovandoci cosi ad essere un Freelancer “esperti”. La cosa che salta subito all’occhio è che tutti i personaggi si rivolgono a noi, quindi al nostro personaggio, come se fossimo già a conoscenza di tutto quello che avviene nel mondo di Anthem. Questo porta ad evidenziare quella parvenza di scomputato trattato con uno slang spaziale misto fantasy d’altri tempi che boh… Insomma, da questo punto in poi, tutto il dialogo del gioco viene strutturato come se conoscessimo già tutto mentre in realtà non conosciamo niente. La cosa potrebbe far pensare di conseguenza: “cacchio bellissimo, un alone di mistero ci aspetta”, no! Vi sbagliate. È solo un no sense difficile da seguire.

La storia, i personaggi e il grande flop

La storia e la costruzione del mondo, in sé per sé, riescono paradossalmente a fare solo un grande disservizio ai personaggi, che hanno di base tutte le carte in regola per poter diventare iconici nell’universo videoludico generale. Ma purtroppo restano al servizio di una narrazione scarsa e banale. Il cast, nel suo insieme, è ben rappresentato, alcuni avvenimenti trattati dagli stessi sono abbastanza interessanti anche se alcune motivazioni che spingono questi in alcune situazioni sono abbastanza forzate e spesso poco sensate. La storia banale e la narrazione insufficiente fanno in modo che certe situazioni, che potrebbero regalare forti picchi di genialità, invece vengano derubate del loro impatto emotivo. Il racconto, in relazione ai concetti basici stessi del gioco, man mano che sarete andati avanti, vengono annullati totalmente, sfruttando malissimo le caratteristiche stesse dei personaggi che comunque sono stati ben realizzati. Detta in parole semplici, BioWare ha trasformato delle verdure genuine, belle e ricche di tutto quello che il nostro corpo necessita in un minestrone insipido, senza sale, senza pepe e senza personalità. Insomma non una Cacio e pepe ma un Tofu.

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Combat-system

Dopo tutta questa esasperazione di delusioni, il combattimento è la cosa principale che tira un po’ su Anthem. Ci sono quattro tipi di armature: Ranger, Storm, Interceptor e Colossus, che essenzialmente sono l’equivalente di un cavaliere, un mago, un assassino e un barbaro. Ovviamente ciascuno delle armature si presta per uno stile di gioco diverso sia in abilità che in meccaniche. Questo, combinato all’avere quasi sempre nuove armi tra le mani, fa si che vi ritroverete a sperimentare costantemente nuovi equipaggiamenti e nuovi stili di gioco. Inizialmente, come un novizio, ho scelto il Ranger, pensando che fosse quello più equilibrato e il più adatto ad apprendere le basi stesse del gioco… purtroppo mi sbagliavo, troppo basico e poco spettacolare. Il consiglio è quello di sbloccare quanto prima l’Interceptor, i cui salti ginnici e gli attacchi ravvicinati rendono incredibilmente soddisfacente il combattimento. Lo Storm è molto interessante per le sue abilità elementali. Infatti il suo assortimento di poteri si presta bene a creare combo da fare invidia alle migliori esplosioni di Rico Rodriguez in Just Cause. Purtroppo non è oro tutto ciò che luccica. Alla fine tutte le tute possono essere ben usate (volendo), ovviamente basandoci all’approccio che usiamo in combattimento, ma il vero problema sono i tempi di raffreddamento al surriscaldamento (scusate il gioco di parole) e la differenza d’impatto nel combattere un nemico normale rispetto ad un boss. Facendovi un’esempio: quando mi sono trovato ad affrontare alcuni titani, nonché avversari particolarmente difficili da sconfiggere, ho usato immediatamente le abilità fighissime visto che è uno dei modi a cui ci abitua il gioco è proprio quello di usare questi fantastici attacchi. Ovviamente questi comportano un  surriscaldano della tuta, facendo scaricare l’abilità all’istante e privando cosi il combattimento stesso della cosa principale che lo rende unico. Attenzione, potrete ancora usare le vostre abilità, ma dovrete aspettare. Inoltre, come detto sopra, noterete che non hanno lo stesso impatto quando affronterete nemici più impegnativi rispetto a quando affronterete quelli normali.

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Conclusione e voto

Volutamente non ho parlato dei problemi tecnici legati ad Anthem, visto che ormai sono di dominio pubblico e mi sembrava inutile continuare a spalare roba su una montagna che ormai eguaglia l’Everest. Alcune dichiarazioni degli sviluppatori dicono: che il gioco sarà al suo 100% tra un paio di mesi… e io mi chiedo ai fini del consumismo e dei consumatori se sia giusto acquistare un gioco e goderselo a distanza di mesi dall’uscita. Altra dichiarazione degli stessi è quella che il gioco verrà supportato e assistito per tre anni… quindi pensano davvero che Anthem rimarrà nella costellazione dei videogames del genere per tanto tempo? Contenti loro…io penso che sarà solo una meteora che si spegnerà presto, scaricatosi l’hype iniziale e l’arrivo di altri giochi, attesissimi, porterà Anthem in caduta libera. Nonostante tutto in Anthem ci sono davvero delle belle idee che purtroppo si scontrano significativamente con l’esecuzione stessa del gioco. Quello che ha fatto BioWare sostanzialmente è quello di mettere in evidenzia le parti peggiori, quelle strutturate e studiate male, lasciando in secondo piano, contrariamente a tutto, quello che avrebbero potuto essere (e magari lo saranno più avanti) i suoi punti di forza ovvero; i profili dei personaggi fatti da Dio, ma ahimè gestiti malissimo, lanciati in un mondo senza narrazione e poi il combattimento bello ma limitato dal fulcro stesso di Anthem, ovvero la tuta (non metto la grafica di mezzo perchè seppur bellissima, dovranno impegnarsi notevolmente e ancora tanto). Come appena detto, il combattimento è bellissimo ma purtroppo, quando vi ritroverete contro i boss noterete notevolmente la differenza e vi sentirete come se vi avessero tappato le ali. E visto che parliamo di ali e quindi di volare, anche la straordinaria e splendida sensazione di essere in volo con la propria tuta viene smorzata istantaneamente dai limiti dell’abilità in quanto, come già detto, si scarica velocemente ricaricandosi in un tempo troppo elevato rispetto ai canoni di combattimento veloci e caotici del gioco. Infine Anthem, volendo, potrebbe anche funzionare a condizione che nessuno parli… si nota tanto che sono rimasto deluso dalla non presente narrazione?

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9 risposte »

  1. Tutti gli MMO hanno promesso di non trascurare la narrazione, in primis Destiny (nel secondo Bungie ha fatto pubblica “ammenda”). La realtà dei fatti è che la struttura MMO non si presta alla narrazione e quindi, almeno per me che non amo grinding e looting, risulta un’esperienza vuota. I trascorsi di Bioware potevano fare pensare a qualcosa di diverso, ma la Bioware del primo Mass Effect non esiste più, EA è carta conosciuta come gestisce le società di sviluppo perciò ci ritroviamo sugli schermi l’ennesimo MMO la cui profondità è pari a quella di una pozzanghera sull’asfalto. Adorando Bungie, ho superato il mio scetticismo nei confronti degli MMO e mi sono lanciato prima in Destiny e poi nel secondo, ricevendo un’esperienza che lascia il tempo di giocarlo e riporlo sullo scaffale.
    Hai fatto bene a evidenziare poi l’abitudine ormai di pubblicare prodotti non finiti, anche con la faccia tosta di dichiararlo. L’amara conclusione è che se i videogiocatori continuano a comprare questi giochi, sono fessi.

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  2. Allora, devo dire che inizialmente avevo pareri positivi per il gioco, perchè inizialmente è bello, “sembrerebbe” esserci una storia, il gameplay è ottimo, e la grafica pure. Ma scavando più affondo, si nota che manca tutto il resto. La storia principale non riesce ad intrattenere più di tanto, le missioni secondarie sono praticamente tutte uguali e soprattutto la mappa è vuota. Quindi si arriva per forza alla noia, soprattutto se giocato in single player. Giocandolo in co op come sto facendo io, il gioco può essere divertente, però, è sicuramente deludente. Perchè da Bioware ci si aspettava il riscatto dopo il deludente Mass Effect Andromeda, invece Anthem rischia di essere addirittura peggio. Il mio voto è 7, ma proprio perché combat system e grafica si salvano. Spero che i contenuti, che si divideranno in tre parti, di cui la prima parte avrà inizio a marzo, riescano ad alzare un po’ l’asticella della qualità e ad abbassare quella della ripetitività. Perché sennò, mi spiace dirlo, ma è l’ennesimo flop Bioware/EA.

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