5285509.jpgUn uomo di campagna, grande e grosso ma buono e gentile, porta sua moglie e sua figlia in città. Ma qualcosa di inaspettato sta per accadere.

Come molti appassionati sapranno questo fumetto non è recente, ma chi mi segue sa già che io non mi soffermo soltanto alle novità. Quindi iniziamo questo breve viaggio iconico verso un’opera magistrale.

La trama è piuttosto semplice. Narra la storia di una famiglia povera, ambientata in un passato presumibilmente vittoriano e in un luogo non ben precisato. Dopo che la famiglia viene assalita in una zona pericolosa della città, il padre, nonostante sia un vero e proprio gigante, si ritrova sconfitto e solo. Quello che viene dopo, senza nulla anticiparvi, è una storia di prigionia, pugilato, scommesse e sangue… Volendo, Lost Dogs è di facile sistemazione nel genere drammatico/horror, ma certo è che l’intensità delle situazioni e dei disegni, lo rendono un lavoro che oltrepassa il semplice fumetto di genere, e lo innalzano fino a diventare quasi una specie di lirica rappresentazione della più bieca crudeltà umana, e del suo contrario, la bontà più semplice e sincera. Lost Dogs è un tragico racconto di violenza, amore e perdono. È un racconto feroce, struggente che tocca le corde di qualsiasi essere umano con un anima.

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Ma quello che realmente, a mio parere, lo rende esplosivo, sono le aspre pennellate di Jeff Lemire, apparentemente grezze, ma invece volutamente rudi, semplici ed essenziali, perfette per rappresentare un mondo così cupo e disperato dove non c’è spazio per alcuna speranza, se non forse in un lampo onirico nel finale, che però viene subito come brutalizzato, dall’ultima tavola, che lascia il lettore triste e smarrito… letteralmente.
Da notare che l’unico colore vivo utilizzato dall’autore è il rosso, colore del sangue, che si vede in più situazioni imbrattare la pagina, ma anche un colore che rimanda al cuore, grande, generoso e pulsante dell’energumeno protagonista.

Concludo così questo piccolo tentativo di stimolare abbastanza curiosità da spingere, qualora ci fosse ancora qualcuno che non conosce questo titolo, all’acquisto del volume, cartaceo o digitale che sia…

voto 9

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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