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Infinity Countdown era il preludio! La guerra per le Gemme dell’Infinito inizia qui! La spada è stata forgiata e Requiem inizia a servirsene! Una morte imprevedibile e sconvolgente! Questo e tanto altro vi aspetta.

Infinity Wars, il crossover già campione di incassi della Marvel Comics con Gerry Duggan, Mike Deodato, Frank Martin e Cory Petit, inizia.

La maggior parte di Infinity Wars #1 ruota intorno al nuovo Infinity Team, una squadra composta da tutte le persone che posseggono le famigerate e tanto agogniate gemme dell’infinito. Essi sono: Doctor Strange (tempo), Captain Marvel (Realtà), Star-Lord (Potere), Black Widow (Vedova nera, Spazio), Adam Warlock (Anima) e Turk Barrett (Mente), nonché l’informatore di Daredevil. Per i meno addentrati dell’universo fumettistico che si sono ritrovati per puro caso tra le mani quest’albo potrete ricordarlo nell’omonima serie TV Netflix. Ma facciamo un passo indietro.

In Infinity Gauntlet alla fine, Adam Warlock, è rimasto in possesso di tutte e sei le gemme, ma un tribunale, formato dalle forze cosmiche più potenti dell’Universo Marvel, decretò che esse dovevano essere divise e mai usate in congiunzione cosi da formare un circuito che desse al controllore stesso poteri infiniti. Di conseguenza Warlock si trovo costretto ad affidare le gemme a Gamora, Drax, Pip The Troll e a Dragoluna, oltre a un sesto membro segreto di cui volontariamente non faccio il nome. La scelta di affidare tale potere a personaggi cosi – oserei dire – buffi ha un senso, una sua logica… niente di tanto complicato, un pensiero semplice e diretto, ovvero quello di “affidare” le gemme a persone incapaci di utilizzarle al massimo della loro potenzialità.

Ovviamente in Infinity Wars la cognizione di causa è completamente diversa. Infatti i possessori delle gemme sono personaggi dalle grandi potenzialità, che spesso non fanno la così detta “cosa giusta”, Sono personaggi di grande spessore e, tralasciando il filone filmistico, spesso non sono in grado di incarnare quel senso di gioco di squadra e sana moralità non rispettando cosi lo spirito della saga (originale) che ormai tutti conosciamo.

Ritorniamo alla storia. Infinity Wars #1 inizia in una insolita biblioteca asgardiana, dove troviamo – pensate un po’ – Loki, alle prese con il suo vastissimo ego. Le sue costatazioni infatti non sono frutto si vaneggiamenti vari ma si domanda come mai in tutte le storie e gli avvenimenti narrati e accaduti in tutte gli alternativi mondi, lui faccia sempre la stessa fine, ovvero quella del perdente cronico. Il ragionamento termina arrivando ad una conclusione che quasi sicuramente qualcuno, dietro, manovra i fili del suo destino. Parallelamente viene interrotto da uno strano Asgardiano, non che curatore e guardiano della stessa biblioteca. Scopriremo subito che in realtà è uno dei bibliotecari di Asgard di nome Flowa. Afflitto dall’immensa presunzione del Dio dell’Inganno, Flowa conferma la versione di Loki dicendo che la sua situazione aveva a che fare con la Cava degli Dei, un posto protetto da antiche streghe e non di facile accesso.

Subito dopo veniamo catapultati a casa Strange, con Warlock a fargli visita. L’approccio dei due che si confrontano sul discorso gemme non è tanto sincero, infatti non si chiude bene, rimanendo il sospetto che almeno uno di loro abbia un particolare interesse nel riunire le gemme…non approfondisco perché a differenza di molti che pensano che il fascino di questo prologo sia quello che scriveró subito dopo questo blocco, io penso il contrario. I due ci regaleranno sicuramente delle gemme…ops delle perle!

Facendo un salto spaziale ci troviamo su Chitauri Primo con Thanos (ma va) seduto sul suo trono ad echeggiare le solite pantomime riferenti alla sua spropozionata grandezza. Questo viene interrotto da Thanos che viene trapassato da una spada (che lui bene conosce). Ovviamente mi fermo qui per non arrecarvi ulteriori spoiler.

Infine come dichiarato dallo stesso Duggan, Thanos non verrà usato nel modo più classico che ci si può aspettare. La storia è coinvolgente i disegni sono di un bello che si fa fatica a descrivere. Questa saga ha tutte le carte in regola per essere acquistata ad occhi chiusi. Quindi non vi resta che andare in fumetteria.

voto 8

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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