Tredicesimo film basato sulle avventure tratte dal Manga di Eichiiro Oda. Luffy e compagni questa volta se la dovranno vedere col pericoloso Gild Tesoro.

One Piece è una delle opere più brillanti e conosciute degli ultimi 20 anni. Difficile che nessuno non ne abbia mai sentito parlare, poiché la trasversalità e l’ampia varietà di temi trattati, annienta qualsivoglia confine generazionale, così come la mera etichetta di shōnen (manga rivolti perlopiù a un pubblico di adolescenti) a cui inevitabilmente si lega. Certo è quella la sua natura, ma ad Eiichirō Oda , geniale penna che si cela dietro i disegni di uno dei manga più venduti di sempre, piace andare ancora più in là, verso quegli orizzonti che caratterizzano le stesse avventure di Monkey D. Luffy e della sua variopinta ciurma di pirati. Infatti non è difficile intravedere in quelle apparenti e scanzonate scorribande, tematiche complesse che caratterizzano il mondo contemporaneo; si parte dal razzismo e la discriminazione, in questo caso rivolta verso gli uomini-pesce, passando per la manipolazione e la mistificazione che troppo spesso i mass media adottano, strumenti questi utilizzati dall’ambiguo Governo Mondiale vero antagonista dell’opera, per arrivare anche a sentir parlare di matrimoni politici e d’interesse, come dimostra fulgidamente l’imperatrice Big Mom e la sua concezione distorta di famiglia. In mezzo molto altro, tanti sviluppi, tante micro-trame che si avviluppano e si intersecano fra di loro, volte non solo a dare motore alla narrazione interna dell’opera, ma anche a compiere una particolarissima denuncia sociale. Ed è proprio questo suo essere così “Pop” ad attrarre folte schiere di accaniti lettori, che complice la sua longeva pubblicazione, non è mai del tutto sazia di aggiungere nuove leve alle sue già ampie fila. Come ogni famosa opera cartacea che si rispetti, sono stati tratti numerosi film dai capitoli che via via dal 1997 hanno imperversato sulla scena fumettistica globale, da quelli volti a presentare nuove storie, a quelli intenti a portare su grande schermo remake di storiche saghe in un’unica riproduzione, come accaduto per quelle di Alabasta e Drum. Non solo un mero fine commerciale, ma anche un tentativo per vedere all’opera personaggi solo accennati nel manga, i quali assumono una sorta di canonicità al di fuori del prodotto originale, oltre a nuovi volti mai visti prima, scaturiti dalla verve creativa dello stesso Oda in persona. Il film è stato anticipato da alcuni special legati alla versione animata, i quali sono confluiti in questo tredicesimo film dedicato a One Piece, dove la ciurma di cappello di paglia, si troverà costretta a fronteggiare il temuto Gild Tesoro.

“One Piece Gold – Il Film” si colloca temporalmente dopo la saga di Dressrosa. Dopo aver sconfitto Doflamingo e liberato la citata isola dal suo giogo, cappello di paglia e i suoi fedeli compagni si imbattono in Gran Tesoro, una gigantesca e sfarzosa nave la quale non è altro che una città animata da casinò e ricchezze di ogni tipo, gestita dall’autoritaria guida di Gild Tesoro. Una volta sbarcati e goduto dell’intrattenimento quasi idilliaco di questo “paese”, indipendente e non attanagliato alla rigida condotta imposta dal governo mondiale, la nostra ciurma preferita si ritrova vittima di un inganno condotto in prima linea proprio da Tesoro, il quale grazie al pericoloso frutto Oro-Oro, terrà imprigionati fra le scintillanti mura della sua nave i mugiwara. Si palesa dunque uno scenario meschino e ripugnante, celato dietro tutta quella ostentazione di ricchezza, così come la figura di colui che governa tutto ciò, facendo emergere tutta la cinica avidità di cui si fa portatore. Tra furti improvvisati, femme fatale dall’avventato fascino, vecchie conoscenze, ed una serie di intensi scontri, arriverà anche la resa dei conti fra Luffy e il suo fastoso aguzzino.

La trama di per sé, presenta un’incongruenza logica abbastanza grossolana, ma perdonabile visto il tipo di prodotto. Vediamo infatti Luffy e la sua ciurma al completo sbarcare a Gran Tesoro, quando in verità, chiunque segua in maniera più o meno approfondita One piece, è conscio che ciò non è possibile. Infatti per buona parte della saga di Dressrosa, la ciurma è divisa in due. Luffy, Zoro, Usopp, Franky, e Nico Robin, sono impegnati nella lotta contro la Donquijote Family, mentre Sanji, Nami, Chopper, e Brook, si sono diretti a Zou per incontrarsi con i pirati sotto il comando di Trafalgar Law, anch’esso rimasto tuttavia a regolare i conti con l’acerrimo nemico Doflamingo. I Mugiwara non si riuniscono completamente fino ai recentissimi eventi del manga, cosa dunque impensabile nel 2016, anno di uscita del film. Ma come detto è qualcosa di prevedibile vista la scarsa attinenza alle intime logiche narrative, che caratterizzano le versioni cinematografiche di tutte le pellicole che si rifanno ai manga giapponesi. One Piece Gold è un film comunque godibilissimo per chiunque apprezzi il lavoro di Eichiiro Oda, anche non conoscendone le più intime sfaccettature. Infatti il canone che tiene unite le fila della pellicola, è il medesimo utilizzato nei precedenti lavori di questo tipo, e nelle saghe principali del manga stesso aggiungerei. Facendo leva ovviamente su tempistiche minori, il plot narrativo vede l’approdo a una nuova isola, nella quale vi è un potente villain a dominarla, il quale prima sconfiggerà i protagonisti, salvo poi cadere in seguito sotto la loro voglia di rivalsa. In maniera coincisa e lineare, questa è anche l’ossatura nella quale si articolano le vicende della ciurma di cappello di paglia a Gran Tesoro, con in mezzo i brillanti “clichè” che hanno reso grande questo universo. Non mancano infatti flashback più o meno approfonditi, anche a personaggi che di fatto sono mere comparse, senza tralasciare quel citazionismo, a volte forse troppo ostentato, atto a tirare in ballo personaggi aggiunti tanto per il gusto di farlo. E’ il caso ad esempio di uno degli antagonisti più apprezzati di One Piece, ovvero Rob Lucci. Il vecchio Rob infatti, dopo la sua disfatta ad Enies Lobby, è entrato a far parte della Cp0, ed è possibile vederlo in azione anche in Gold. Lo spazio concessogli però, è realmente esiguo, così come quello dato a Sabo, fratello di Luffy, dando l’impressione che si sia voluto sparare questi grossi nomi, solo per attirare maggior attenzione al prodotto. Piuttosto che ridurre due personaggi di questo calibro(e non solo loro) ad autoreferenziali comparse, sarebbe stato più gradevole piuttosto non vederli parte del già abbondante roster di figuranti presenti nel film. A parte ciò, sono ben inseriti nel contesto quegli assaggi di tremenda contemporaneità già citati nel preambolo di questa recensione. L’ostentazione della ricchezza, l’apparire, il consumismo e l’attaccamento ai beni materiali per celare la sofferenza interiore, sono uno dei temi che emergono a più riprese nel film. Ne è un lucido esempio lo stesso Gild Tesoro. Carismatico e affascinante, conferma il trend positivo di antagonisti ben caratterizzati degli ultimi film. Dopo Shiki, e sopratutto Zephyr, con quest’ultimo malvagio ma comunque mosso da nobili ideali, Tesoro si prende la scena per la sua viscida condotta, arricchito da un innato senso di superiorità al quale non manca mai di farvi riferimento. Con brevi istantanee veniamo a conoscenza del suo tremendo passato, dettato da odio e sofferenza, e i suoi torbidi fini, ricordano in certe dinamiche, i deliri di onnipotenza che un personaggio come il più blasonato Doflamingo ha saputo regalare al manga. Si delinea dunque una personalità vittima della sua stessa agonia, che tenta incessantemente di nascondere sfruttando la facciata di uomo ricco ed opulente, una patetica maschera questa, usata per celare i suoi angoscianti demoni interiori. Si vede la mano di  Eiichirō Oda stesso(produttore esecutivo del film) caratterizzando un villain con i fiocchi, non eccessivamente stereotipato, e dunque piuttosto credibile. Lo stesso non si può dire dei suoi sottoposti e di Carina, affascinante ladra che però non regala particolari picchi di interesse che vadano oltre l’abbondanza estetica. Sul versante più puro dello shonen, quello dei combattimenti, a parte Luffy Vs Tesoro, siamo su livelli frettolosi e raffazzonati, anche se l’esigenza di rimanere entro una certa durata effettiva del film, permettono logicamente al solo combattimento principale di essere valorizzato al meglio.

One Piece Gold – Il Film, è un prodotto che intratterrà senza troppo impegno coloro già avvezzi alle dinamiche onepiciane. La mano di Oda si può facilmente notare in svariati momenti, sopratutto quando è Gild Tesoro a fare la sua carismatica comparsa. Un’antagonista degno di questo nome, ben costruito, anche se ciò non si può dire del resto della sua gang. Evitabili inoltre le toccate e fuga di alcuni personaggi molto noti ai fan, che sono stati usati come unico fine riempitivo, senza lasciare realmente il segno nella pellicola. Nonostante la parte centrale del film e la maggior parte dei combattimenti risultino alquanto deboli, se volete salpare per un’avventura tipicamente nei canoni di un’opera che oramai da anni continua a lasciare il segno, è un prodotto che fa per voi, senza però avere aspettative di chissà quale risonanza, in quanto l’esagerata mole di contenuti, che la natura stessa di One Piece è portata a produrre, difficilmente può avere la stessa efficacia in una singola, seppur intrigante, imperversata cinematografica.

voto 7

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Pubblicato da zeriko95

Più che di me, prediligo parlare delle mie passioni, in quanto enti a sé stanti che si uniformano con la mia persona solo in precise circostanze. Videogiocatore sin dalla tenera età grazie a quel capolavoro di Super Mario 64, ho continuato negli anni di mantenere viva sulle console Sony questa passione. Trovo nel medium videoludico un possente mezzo di diffusione culturale, utile persino a elasticizzare la mente di chi ne fruisce. Studente di filosofia e appassionato di musica italiana, ho sempre la testa fra le nuvole, ma cerco di sfruttare questa condizione di apparente deficienza, per trovare risposta ai miei turbamenti. Pessimista cosmico, ma anche nichilista, non disdegno di celebrare le brutture e gli orrori che il troppo buonismo cela in questo mondo di paraculi. Bisogna partire dal basso per costruire qualcosa di grande, "Sic Parvis Magna" come diceva qualcuno. Ah già il mio nome è Erik, rigorosamente con la K, quelli con la C sono impavidi truffatori e terrapiattisti conclamati.

One Comment

  1. Ottima recensione Erik! L’ho visto un anno fa più o meno, quando lo hanno trasmesso su italia 1 e non mi è dispiaciuto affatto. Nonostante non sia un fan accanito di One Piece, sono più da Naruto Shippuden, ho apprezzato la storia e soprattutto i personaggi che sono sempre epici. La storia in sè non grida al capolavoro, però cmq è bello. 7 è il voto giusto.

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