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Arriva la saga fantasy più dark e sconvolgente, che presto diventerà un’anime!
Gli avventurieri di tutto il mondo ricevono le loro missioni dalla Gilda, che distribuisce incarichi e gestisce le ricompense. Ma, se per missioni come uccidere draghi o arcidemoni c’è la fila, nessuno vuole occuparsi dei banali goblin, creature che infestano boschi e grotte e annientano interi villaggi. Nessuno, a parte Goblin Slayer!
Armato di spada, scudo e di un’inesauribile sete di sangue, è un guerriero pronto a tutto pur di sterminare il maggior numero possibile di queste creature. E ci riuscirà, non importa cosa (o chi) dovrà sacrificare per farlo.
Scordatevi cavalieri senza macchia e simpatiche streghette, quello di Goblin Slayer è un mondo di violenza, massacri e vendette che vi rapirà!

Goblin Slayer di Kumo Kagyu, Kousuke Kurose e Noboru Kannatuki è un manga fantasy un po’ splatter ma incredibilmente pieno di contenuti sessuali. Non è esattamente una storia in puro stile isekai, ma condivide molte caratteristiche con quel genere, per esempio la sua ambientazione medievale, le gerarchie di gilda simili a MMO e i mostri RPG che affliggono quella terra. Queste storie spesso hanno anche una reputazione legatissima al servizio del fanservice, da qui infatti anche i molti personaggi femminili graziose e prosperose.

Il Manga inizia con una sacerdotessa alle prime armi che decide di avventurarsi nella (normale in quel universo) carriera dell’avventuriero. Incontra cosi un gruppo di avventurieri – anche essi prime armi – che le propongono di unirsi al loro gruppo e imbattersi in una missione (la quale sottovalutano la pericolosità) per sterminare dei Goblin. Una banda di “stupidi” Goblin che si è impossessata di un piccolo sistema di grotte vicino ad un villaggio. Ovviamente quando manca l’esperienza in quello che si fa, con l’aggravante di sottovalutare il proprio nemico, è ovvio che gli avventurieri cadono in un’imboscata praticamente subito dopo l’ingresso alla grotta. I Goblin, prendendo il sopravvento e affliggono con atrocità i pochi momenti di vita rimasti dei nostri, con stupri, morti violente e tanto sadomaso da fare invidia alla E. L. James autrice di Cinquanta sfumature.  Proprio quando sembra tutto perduto, appare lui, Goblin Slayer. Volutamente mi fermo qui, proprio per non arrecarvi troppi spoiler che possono rovinarvi la sorpresa.

Considerazioni finali…

Si è molto discusso su questo Manga e anche sull’Anime, riguardo alla violenza mostrata. Io penso che – e lo dico non perchè voglio farvi vedere quanto sono hardcore e politicamente scorretto – lo stupro è un atto spregevole. Non dovrebbe essere preso alla leggera, soprattutto quando il mezzo con cui disponi alcune azioni (fisicamente il Manga) è di facile reperibilità, ma questo può essere usato come un punto d’interesse ai fini della trama stessa. Non mi sento di dire se è giusta o sbagliata questa scelta artistica, posso solo pensare che sta a chi legge/vede capire e trarre le proprie conclusioni, partendo dal presupposto che è un mondo di fantasia. Sicuramente, Goblin Slayer, non è l’unico manga dove sono presenti queste tipo di immagini, basti pensare a Berserk (ovviamente non intendo paragonarli era solo per spiegare che sono cose già viste e si spera che alcuni tabù siano stati abbattuti senza la necessità di uscirsene con commenti da perbenisti gridando allo scandalo sciovinista.

Le scene d’azione sono realizzate in modo impressionante, con disegni bellissimi che, ahimè, sono al servizio di una trama – forse – un po’ logora e (almeno per il momento) di poco impatto emotivo. Ma non mi sento di dare meno di…

voto 7

 

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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