Fumetti

Avengers #1 #2 #3- Recensione

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Il Figlio di Odino è di nuovo Thor! Steve Rogers è di nuovo Capitan America! Tony Stark è l’unico e solo Iron Man! I magnifici tre chiamano a raccolta una nuova squadra di Avengers contro un nemico che non è mai stato così potente! Chi risponderà? E quale ruolo avranno i misteriosi Avengers della preistoria?

Il nuovo corso degli Eroi più potenti della terra parte da molto lontano. Addirittura un milione di anni fa.

In quest’epoca ci vengono mostrati Odino, Lady Fenice, Agamotto, Pantera Nera, Ghost Rider, Starbrand e Iron Fist, affrontare la Prima Schiera di Celestiali, esseri antropomorfi potentissimi, creatori degli Eterni e del gene-X mutante. Questo scontro ci fa vedere la primissima (forse) formazione di Avengers della storia alle prese con le mastodontiche potenze ideate da Kirby negli anni ’70. La narrazione si riallaccia a quanto visto su Marvel Legacy 1, one- shot di partenza e vetrina del nuovo corso marvelliano. In quelle pagine Odino sconfisse un Celestiale folle e, come ritorsione, la Prima Schiera fu inviata sulla Terra.

Ma veniamo al presente, che fine hanno fatto i Vendicatori al giorno d’oggi? Chi sono?

Jason Aaron, dopo aver elevato il suo Thor a livelli qualitativi altissimi (rileggetevi il suo “Thor: God of Thunder”oppure il pìù recente “The Unworthy Thor”) porta la sua maestria sul mensile degli Avengers, nel quale rimette assieme la triade Marvel per eccellenza. Il Capitano, il Dio del Tuono e il vero Iron Man, Tony Stark. Ognuno di loro, negli ultimi mesi, ha perso credibilità, stima e carisma. Sentono il bisogno di tornare assieme, di riformare quel gruppo simbolo di unione e punto di riferimento per ogni eroe e cittadino del Marvel Universe.

La squadra non sarà composta soltanto dai tre iconici eroi, come si legge dalle prime pagine saranno parte del team Capitan Marvel, Pantera Nera, Dottor Strange, She-Hulk e il nuovo Ghost Rider. Sì sembra proprio una strizzata d’occhio dell’universo cartaceo a quello cinematografico, Aaron inserisce i personaggi di punta degli ultimi e dei prossimi film della Casa delle Idee. Potete immaginare chi ne diverrà il leader?

Venendo alla sceneggiatura dei primi tre episodi, i momenti di riflessione e dialogo sono pochi, l’azione è tanta. L’autore sa comunque come tenere in allerta chi legge, inserendo dei cliffhanger non male. Ci sono alcune tavole davvero d’impatto, nel complesso l’operato di Ed McGuinness e Paco Medina è buono, ma non memorabile.

Traendo le conclusioni possiamo dire che forse Aaron ha messo troppa carne al fuoco, tuttavia la carne sembra di ottima qualità e se gli argomenti accennati verranno trattati come solo lui sa fare, allora ne vedremo delle belle. Il mensile del supergruppo cardine del fumetto americano è in buone mani e merita una lettura, se però state cercando il meglio che questo “fresh start” ha da offrire allora il mio consiglio è di puntare la bussola altrove.

Simone “Controluce” Serafini

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