Il seguito di Animali Fantastici, stavolta accompagnato dal sottotitolo “I crimini di Grindelwald” è un film che si discosta ampiamente dal suo predecessore. Sebbene il magizoologo Newt Scamander e i suoi fedeli animali siano tornati in tutto il loro stupore artistico, lo sviluppo della trama prenderà pieghe più profonde e contorte, rispetto al semplice recupero delle bestiole smarrite per tutta New York nel primo film. Come era lecito aspettarsi infatti, data la natura del film in questione, in questo sequel i riferimenti ed i collegamenti alla saga di “Harry Potter” sono una concreta realtà. In fondo “Animali Fantastici” è un gigantesco prequel delle avventure del maghetto occhialuto, che si svolge nello stesso universo, dove vigono i medesimi capisaldi narrativi. Tuttavia il vero protagonista di questo sequel, non è Newt, né tantomeno lo splendido Silente interpretato da Jude Law. È il mago oscuro Grindelwald a prendersi prepotentemente la scena, segno che Johnny Depp ha dato vita a un personaggio veramente sopra le righe.ANIMALI-FANTASTICI-2-678x381.jpg

Eh già. Grindelwald catalizza su di sé l’attenzione, sin dalle prime sequenze del film. Infatti, dopo essere stato catturato dal MACUSA quando ancora si fingeva Percival Greaves, costui non rimane certo a guardare, e riesce a fuggire con relativa facilità dalle mani degli Auror che lo tenevano in custodia. Il suo piano è tanto semplice quanto apocalittico. Riunire un esercito di potenti seguaci grazie al suo innato carisma, e destabilizzare il mondo intero imponendo uno stato di supremazia dei maghi rispetto ai Babbani, un regime totalitario dove solo coloro capaci di incantesimi possano dettare legge. Il tutto ruota nuovamente attorno alla figura di Credence Barebone, ambito dallo stesso mago oscuro, ma non solo; Albus Silente è conscio del potere del giovane al cui interno è racchiuso un Obscurus, perciò decide di incaricare Scamander di recarsi a Parigi, e recuperare il ragazzo, poiché il futuro preside di Hogwarts impossibilitato ad agire contro Grindelwald, un tempo suo amico. Non mancherà il ritorno di alcuni volti noti, come quello del pasticcere Jacob Kowalski, e di Queenie e Tina Goldstein, con quest’ultima protagonista di un legame con Newt in pieno divenire.

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Questa a grandi linee la trama della pellicola, che forse pecca sotto proprio l’aspetto dei personaggi in gioco. Oltre ai già citati, le figure di Leta Lestrange e di Theseus Scamander, fratello di Newt, sono apparse mal caratterizzate e relegate in un plot narrativo già di suo complesso. Alcuni riferimenti e accenni di sotto-trama sono stati fin troppo sbrigativi, e anche seguendo attentamente il film si può notare una certa fretta, nonché piccole pecche narrative, che rendono la pellicola in certi tratti poco godibile. Un altro possibile difetto, è quello della natura stessa di questo secondo capitolo. “I crimini di Grindelwald” è infatti un mero film di transizione, rispetto ai prossimi tre sequel promessi da J.K. Rowling, dunque i risvolti e le domande poste dai fan rispetto a precisi sviluppi, si sono ulteriormente accentuate, senza trovare un minimo di spiegazione in questo secondo atto della saga. Rimane tuttavia un film godibile sotto molti aspetti poiché, sebbene non si faccia molto per evitare di cadere nel fan service più schietto, vedere Hogwarts sotto una nuova luce, è un’emozione difficilmente esprimibile, che solo la meravigliosa panoramica vista nel film può renderle giustizia. I tratti narrativi più importanti funzionano, e tutto l’intreccio sono sicuro verrà pian piano sciolto con i film che verranno a seguire. Il dualismo Grindelwald-Silente è ben orchestrato e credibile, con il primo che, sebbene compaia in non troppe scene, è un personaggio eccellente e ben caratterizzato, del quale è facile innamorarsi. Il secondo è altrettanto abilmente costruito, dove dietro a quegli abiti eleganti e al look sbarazzino, è facile intravedere il più lontano saggio preside di con le sue lunghe vesti, assieme ai misteri e agli intrighi, di cui ha sempre celato l’esistenza. Con degli effetti speciali spettacolari, e il personaggio di Newt che nonostante condivida la scena con due “giganti”, riesce comunque a emergere, “Animali Fantastici-I crimini di Grindelwald” non è certo un capolavoro, ma pone indiscutibilmente le basi per dare ancor più splendore al mondo mai sopito di “Harry Potter”, facendo tuttavia leva su un indomito animo di spiccata personalità.

voto 8

Recensione di: Erik Iozzelli

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Pubblicato da Dario

Appassionato di giochi fin dalla tenera età, mi ritrovo inevitabilmente a parlare di videogiochi. Destino? Molto probabilmente sì. "Gli uomini devono essere liberi di fare quello in cui credono. Non è nostro diritto punirli, non importa quanto non siamo d'accordo." - Altair -

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