L’ANALISI SUL NUOVO AMAZING SPIDER-MAN DI NICK SPENCER

Il Fresh Start non è un reboot, ma un ritorno alle origini. Ha interessato quasi tutte le testate della Casa delle Idee e tra tutti gli eroi coinvolti un approfondimento particolare va fatto per la serie principale di Spider-Man. Per parlarvi dello Spider-Man di Nick Spencer, autore protagonista di questo nuovo corso, bisogna partire da lontano.

Dal 2007 la testata più importante dell’intero universo Marvel, “Amazing Spider-Man”, è stata nelle mani di Dan Slott, scrittore che ci ha regalato molte belle storie, con archi narrativi che sono già diventati dei classici nella mitologia ragnesca. Citiamo “Superior Spider-Man” su tutti, ma ricordiamo anche “Ragnoverso”, “Spider Island” e il freschissimo “L’Ultimo Volteggio”. In questi 10 anni il personaggio di Spidey/Peter ha avuto un’evoluzione senza precedenti, discostandosi sempre di più, sia caratterialmente che socialmente, da quel ragazzo del Queens che indossando un costume rossoblu, volteggiava tra i grattacieli della Grande Mela. Capo d’azienda, milionario, donnaiolo, ipertecnologico, il nostro Peter è diventato nel tempo sempre più simile ad un certo Testa di Ferro che all’ originale Testa di Tela. Le piccole cose che facevano grande questo personaggio hanno cominciato a scarseggiare sempre di più e pur non perdendosi totalmente sono rimaste in ombra e lì sono rimaste latenti, in attesa.

Ed eccoci all’arrivo di Spencer. Oltre a dimostrarsi già da tempo un signor autore ha ribadito più volte di essere un grande fan del Ragno e lo ha messo in luce fin dalle prime storie. La run di esordio non a caso si intitola “Ritorno alle Origini” e qui veniamo al punto focale della nostra analisi. Peter ha ritrovato la sua dimensione, squattrinato, incasinato, alle prese con i grossi problemi della vita quotidiana, spontaneo nelle difficoltà e allo stesso tempo ironico e autoironico. C’è stato un piacevole ritorno di vecchi e nuovi amici, di passate e allo stesso tempo fresche relazioni ( su tutte quella con  la rossa che tutti aspettavamo). Anche L’UOMO RAGNO ha ritrovato la sua dimensione, più urbana e meno mondiale, con nemici classici e nuovi villans in rampa di lancio, ma senza dimenticare quanto fatto da Slott nel corso degli anni. Ci apprestiamo a leggere delle storie ricche di quell’essenza che tanto noi vecchi fan aspettavamo, ma allo stesso tempo ideali per chi vuole approcciarsi ai fumetti di Spidey.

 

E allora ben arrivato Spencer, ben ritornato Peter e benvenuti a tutti nel Fresh Start.

Simone “Controluce” Serafini

AMAZING SPIDER-MAN – RECENSIONE NUMERO  #1 & #2

Una nuova, entusiasmante era di ragno-avventure comincia qui! Tutto cambia per Peter Parker nella prima storia di Spencer/Ottley! Inizia qui l’ultimo ciclo di Miles Morales scritto da Brian Michael Bendis! I Nuovi Sinistri Sei nascono su queste pagine!

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Come con un puzzle, Peter Parker, sta cercando di rimettere insieme i pezzi della sua vita mettendo in discussione sia il ragazzo, ora diventato uomo, che il supereroe. Vive con Randy Robertson e Fred Myers (ovvero Boomerang), quest’ultimo non è il massimo come coinquilino, ma i pensieri di Peter come Uomo Ragno vanno verso un altro tipo di preoccupazione. Una presunta invasione aliena darà del filo da torcere a tutti gli Avengers e Spider-Man, visto – ormai – in malo modo si unirà alla battaglia. Come un perfetto e tecnologico apparecchio, Peter, in puro stile multitasking rifletterà sulla sua giornata e soprattutto sugli avvenimenti successi ricordando come la vita era molto più semplice prima. Con Wilson Fisk, sindaco, e Lizard, prof universitario, questa nuova e avvincente avventura porterà Spider-Man oltre quell’apparente e spensierato ragazzo dalla battuta pronta. Nella storia di questo back-up #1 &2, Mysterio – sicuramente – ha un posto in tribuna d’onore. Il “Ritorno alle origini”, nonostante si trovi tra le virgolette, dev’essere preso come tale. Infatti troveremo tutti i vecchissimi nemici e arci-nemici più o meno importanti del nostro amico tessi ragnatela: Boomerang, Fisk, Mysterio, Lizard; e dulcis in fundo la “rinascita” dei Sinistri Sei. E questi sono solo alcuni nomi, credetemi troverete tantissima carne al fuoco.

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Con Nick Spencer e l’artista Ryan Ottley al timone, ci verrà regalato in tutto il suo splendore, un nuovo status quo per il nostro amichevole Peter Parker. Ma senza spoilerarvi nulla procediamo con la narrazione. Spencer scrive in maniera meravigliosa, arzigogolando magistralmente tra un ritmo leggero, contemporaneo e profondo; forse un po’ lento nella sua dinamicità in quanto penso che molte discussioni, déjà vu e parallelismi potevano benissimo essere evitati. È giusto sottolineare che, leggendo la versione in lingua inglese, uno splendido lavoro di traduzione è stato fatto. La cosa che distingue l’attuale Spider-Man ai suoi predecessori sta nell’eccessiva – e ben voluta – storia che viene allungata (pagine parlando). Il tutto viene raccontato in maniera ottimale, nonostante in alcuni punti può risultare noioso. La storia in sé per sé racconta (tramite vari avvenimenti) la profondità dell’essere Peter Parker e contemporaneamente Spider-Man; insomma un unisono, simultaneo e uguale. Contro qualsiasi – grande – legge dei numeri in questo Spencer, riesce egregiamente: “Uno più Uno, uguale Uno”. I disegni sono meravigliosamente realizzati, le inquadrature stilistiche delle tavole sono una goduria per gli occhi (come quando troveremo Pete e MJ a letto visti dall’altro), i tratti sono morbidi e vengono accompagnati da linee sottili, anche se a volte alcuni disegni sono abbastanza crudi e staccano un po’ da tutto il resto; ma nel suo insieme compongono un’art design azzeccato. Diciamocelo, i colori sono stati scelti bene. Quindi un plauso va anche al lavoro di Laura Martin.

In conclusione…Questi primi due numeri sono molto belli, nonostante il ritmo lento. Spencer, Ottley, Ramos, Bendis, Zdarsky. Allred e Bachalo hanno fatto un lavoro che in qualche modo segna (in positivo) una nuova era per il nostro Spider-Man.

7.5

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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