Fumetti

Devil: Diavolo Custode – Recensione

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Diavolo Custode è la saga che segna l’esordio della linea ”Marvel Knights” della Marvel, dedicata a una serie di personaggi di serie B e con toni più adulti. Questa idea di Joe Quesada vede la luce nel 1998, con il rilancio di alcune serie a basso tono di vendite. Tra queste, vi era anche la testata del celeberrimo Uomo Senza Paura. Per garantire un lavoro di qualità, Quesada collabora con il regista e amico Kevin Smith ai testi, e si cimenta egli stesso nei disegni, che avevano grande fama presso il pubblico. Così, nel Novembre del 1998 esce nelle edicole americane Daredevil (vol.2) numero 1. Le aspettative vengono ampiamente ricambiate da un primo numero ricco di spunti e di intrighi. La storia si apre con una lettera di Karen Page (segretaria della Nelson & Murdock) all’avvocato ed ex fidanzato Matt Murdock. Smith dimostra di saper tratteggiare abilmente script e dialoghi di alto livello e molto credibili, con una voce narrante esterna che pian piano aumenta la tensione. Così, la scena si sposta su una ragazza con un bambino inseguita da malviventi che Devil riesce fortunatamente a fermare (dopo essere scappato di corsa dalla chiesa dove si stava confessando) i criminali. In seguito, la ragazza fa visita allo studio di Matt Murdock e gli confida di sapere che egli è Devil. Detto questo, gli lascia il bambino e sparisce.

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Riceve inoltre la visita di un misterioso vecchio, sostenente di far parte di un’organizzazione chiamata SHEOL e che lo avvisa che gli capiteranno enormi sciagure se non gli consegnerà il bambino. Matt rifiuta. In seguito questo evento la vita di Matt sembra di colpo andare a rotoli. Tra il ritorno della Vedova Nera e l’accusa di omicidio del suo socio Franklin Nelson, Matt inizia a perdere il lume della ragione. Si trova solo, nell’impossibilità di difendere il suo socio e con la scoperta che l’ex fidanzata Karen Page è affetta dall’AIDS. Perciò, essendo in precario equilibrio mentale, Matt inizia a traballare. Non sa più di chi fidarsi. E perciò si rivolta contro i suoi stessi alleati. Dopo uno scontro con la vedova Nera, Devil si reca da sua madre, una suora. In questo frangente emerge la componente cattolica del personaggio introdotta dal leggendario Frank Miller. Intanto, il misterioso vecchio che ha fatto visita a Matt, ingaggia un uomo spietato per un ”certo lavoro”: Bullseye.

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Devil fa una visita al Dr. Strange, dove viene evocato Mefisto, nonché rivelata la presenza di una droga che offusca la sua ragione e lo rende violento. In seguito, nella chiesa dove dimora la madre di Matt, si svolge l’evento più sconvolgente di tutta la storia. Lo scontro. Tra dialoghi taglienti, azione di 1° qualità e morte. Una morte che segnerà il cornetto quanto quella dell’amata Elektra (sempre uccisa da Bullseye). Quella di Karen Page. Smith tinge questi ultimi momenti con drammaticità, sottolineati dalla magistrale interprete grafica di Quesada… Distrutto dalla perdita del suo amore, Matt decide di fare giustizia e si mette alla ricerca del suo avversario. Così, veniamo a conscenza che il malvagio dietro a tutto altri non è che Mysterio. E chi si aspetta un finale pieno di azione, purtroppo rimarrà deluso, come chiarito dallo stesso Mysterio all’inizio dell’episodio. ”Questa è la mia spiegazione, caro ascoltatore…. Il che significa che sarà lenta e profonda. Quindi, se stai cercando azione, mi spiace per te.”

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Perciò, il finale ad alcuni potrebbe far storcere il naso (non a me!) in quanto si dilunga in un complesso e lungo dialogo teso a spiegare tutti gli avvenimenti precedenti. Tuttavia, Smith, affiancato dal duo Joe Quesada/Jimmy Palmiotti, dimostra di sapersi muovere bene nelle atmosfere metropolitano-supereroistiche, anche se in certi casi non riesce ad arginare il suo essere prolisso e calca un po’ troppo la mano su alcuni cliché letterari-religiosi come la morale, la fede, la caduta, la perdizione psico-fisica, la venuta di un nuovo salvatore o la lotta inferno-paradiso. Bisogna comunque riconoscere all’autore il merito di aver fissato alcuni punti fondamentali nella futura storia di Devil, a partire dalla morte di Karen Page, fino al primo passo per la costituzione della Nelson&Murdock, denotando fra l’altro una profonda conoscenza del personaggio. Perciò, a mio avviso è una storia assolutamente valida. Con storia e disegni spettacolari. Ah, un ultimo spiccio sui disegni. Veramente fantastici. Un Joe Quesada mai più su questi livelli! Dinamico, realistico e allo stesso tempo cartoonesco… Quasi troppo perfetto… Da avere in ogni caso.

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