Tra le innumerevoli attività secondarie presenti nel capolavoro targato Rockstar, non poteva di certo mancare il poker, come in ogni western che si rispetti. Sin da piccoli, infatti, vedevamo giocare i nostri beniamini Bud Spencer e Terence Hill scommettere soldi al tavolo verde (e prendere a cazzotti i perdenti). Rockstar ha arricchito ulteriormente Red Dead Redemption 2 inserendo  lo “sport nazionale” ai tempi del far west. Sport che, per chi non conosce le regole, può essere un vero calvario.

Esistono molteplici specialità del poker: dal classico 5 carte all’Omaha, dal Seven card stud al Texas. Proprio quest’ultima è la modalità inserita da Rockstar, sicuramente perché si tratta della più conosciuta.

Non starò certo qui ad annoiarvi con le regole del Texas Hold’em: per questo basta una breve ricerca in rete. Lo scopo della guida, piuttosto, è darvi dei consigli di carattere generale per sbaragliare gli avversari… O perdere tutto nel tentativo. Tenete sempre presente che il poker è un gioco di abilità, matematica e, ovviamente, fortuna. Vedere mani forti vi aiuterà sicuramente, ma anche pescare buone carte al Flop, al Turn e al River vi garantirà facili guadagni!

Dato che in questa guida talvolta parlerò “pokerese”, vi metto qui sotto alcuni termini tecnici, così da non trovarvi spaesati quando parlerò in arabo.

Starting hand: la mano iniziale, la mano di partenza; banalmente, le due carte che avete in mano.

Monster hand: le starting hands migliori, quelle che vanno giocate sempre e comunque pre-flop: mi riferisco ad AA, KK, AK, QQ e, perché no, JJ.

Bottone/Dealer: a meno che non giochiate in un casinò, uno dei giocatori farà da mazziere e sarà “il bottone”, ossia l’ultimo a parlare alla fine di ogni turno.

Heads-up: il testa a testa finale, quando al tavolo sono rimasti solo due giocatori.

Foldare: passare la mano.

Odds: il rapporto tra la probabilità che un evento accada e la probabilità che tale evento non si verifichi; in parole semplici: quanto è probabile che vi esca un certo punto, ad esempio, al Flop, al Turn o al River.

 

L’importanza della posizione

No, non quella posizione. Al tavolo da poker, la posizione riveste un ruolo senza dubbio primario. Chiamare fuori posizione vi costringerà a parlare sempre per primi, dando modo agli avversari di soppesare meglio le vostre intenzioni. Il mio consiglio, dopo anni di Texas giocati sulle varie piattaforme online, è di sfruttare sempre la posizione a vostro vantaggio.

Vi faccio un esempio: avete una starting hand pessima ma siete il bottone? Potrete seriamente pensare di bluffare, poiché sarete sempre gli ultimi a parlare e avrete modo di ponderare ogni decisione in base alle giocate degli avversari. Percepite una certa timidezza da parte degli avversari? Rilanciate e fate crede loro di avere una mano forte!

Mica male, vero? A meno che non siate giocatori veterani, bluffate sempre col vantaggio della posizione.

Va da sé che se la vostra starting hand è una coppia di Assi stigrandissimicazzi della posizione. Cercate di massimizzare il gudadagno e basta.

L’importanza della comprensione degli avversari

Esistono fondamentalmente due tipi di giocatori: i cosiddetti tight players e gli aggressive players. I primi sono i giocatori cauti, quelli che chiamano solo con mani forti e rilanciano quando hanno una combinazione di carte valida. Se un tight player rilancia, in linea di massima, avrà una mano solida. Ok, non sempre è così, ma la guida non si pone di certo l’obiettivo di farvi diventare i nuovi Phil Ivey.

Veniamo ora ai giocatori aggressivi: si tratta di giocatori che rilanciano spesso e volentieri e che sono molto portati al bluff. Il loro scopo? Guadagnare le vostre fiches poco per volta, facendovi credere di avere sempre una mano forte. Il modo migliore per evitare di venire sopraffatti è non credere ai loro continui rilanci, usando sempre la testa e valutando se sia vantaggioso o meno continuare a rincorrerli.

L’heads-up: tutta un’altra musica

Se avrete la fortuna o l’abilità di restare fino alla fine seduti al tavolo, dovrete giocarvi il testa a testa contro l’avversario rimasto. Tenete a mente un concetto basilare del poker: meno giocatori siete, più valore acquisteranno le mano marginali. Vi spiego tutto con un esempio.

Siete in otto al tavolo e la vostra mano iniziale è Q-7. È impensabile che la vostra misera “Donna / Sette” sia la mano migliore, in quel momento. Con buone probabilità gli avversari avranno una mano di partenza decisamente migliore della vostra, per cui o vi inventate un bluff credibile (ricordatevi sempre l’importanza della posizione), oppure foldate e buonanotte.

Mettiamo invece caso che stiate giocando il testa a testa con l’ultimo avversario rimasto. La vostra Q-7 improvvisamente acquista molto più valore perché, a meno che l’avversario non abbia una monster hand come AA o KK, non siete messi malissimo, giusto? Sappiate solo questo: statisticamente la suddetta “Donna – Sette” in head’s-up ha il 50% di possibilità di essere migliore della starting hand dell’avversario.

Dove voglio andare a parare, dunque? Semplice: il valore di una mano marginale in heads-up aumenta notevolmente, per cui non siate timidi e, soprattutto, siate meno schizzinosi in termini di mani marginali.

Il consiglio definitivo

Poc’anzi abbiamo parlato di giocatori aggressivi e di giocatori conservativi. È ovvio che il discorso sul tipo di giocatore trovi maggiore riscontro in una reale partita a Texas Hold’em, tuttavia cercate sempre di capire come gioca il gioco (perdonate il gioco di parole). I giocatori controllati dalla CPU hanno bene o male sempre lo stesso modo di giocare e non usano la testa: non calcolano le odds e probabilmente vi chiameranno piatti altissimi con una banale top-pair. Il mio consiglio definitivo, dunque, è di capire come ragionano le marionette controllate dal gioco e, fino ad allora, di preferire un approccio conservativo, in quanto, perdonate il francesismo, giocano alla cazzo di cane.

 

Spero che la guida possa esservi di aiuto; per eventuali dubbi e spiegazioni sentitevi liberi di usare il forum o i commenti e cercherò di mettere al vostro servizio la mia esperienza pluriennale di giocatore di Texas Hold’em. 

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Pubblicato da Andrea R.

Videogiocatore incallito sin da bambino, nel corso della mia carriera videoludica ho salvato galassie, avuto rapporti sessuali con aliene procaci e sterminato orde di calarmati.

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