“A capo di un’eroica squadra di piloti interstellari combatterete per liberare il sistema solare Atlas dalla Legione Dimenticata guidata dal mascherato Grax” 

Siamo sinceri, chi non ha mai sognato da piccolo di diventare un’astronauta o un pilota di caccia? Ecco, Starlink: Battle for Atlas ci offre la possibilità di costruire un’astronave e partecipare a epiche battaglie spaziali. Battle for Atlas non è solo uno spara, distruggi e vai avanti ma una vera esperienza di gioco.  Questo accade anche grazie alla possibilità di assemblare e personalizzare il modellino della nave stellare per essere proti a partire verso un’avventura interplanetaria.

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Ubisoft, non bada a spese e ci regala una profondità spaziale unica suddivisi in sette pianeti. Le cose da fare all’interno di questo universo sono veramente tante che sovraccaricano le mappe rendendole piene di attività. Starlink è una novità nel mercato degli innovativi modular toys: si possono acquistare pacchetti di piloti, armi e navi, tutti intercambiabili tra di loro e dotati di abilità uniche. Costruendo la vostra nave, vi basterà collegare questa al controller usando un dispositivo di montaggio speciale che vi darà accesso ad alcuni personaggi e strumenti nel gioco. La giocabilità di Starlink: Battle for Atlas è fluida e mai scialba. Se – a primo acchito – possa sembrare un gioco di  uso semplice, siete completamente fuori strada! Per stare a tema; fuori traiettoria. 

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Il combattimento di Starlink è divertente e veloce grazie anche al sistema a due armi. Mentre andrete avanti nel gioco noterete che diversi nemici saranno suscettibili ad un certo tipo di armi, e la possibilità di intercambiarle sarà fondamentale. Questo vi permetterà non solo di indebolire il nemico, ma anche di cambiare i  metodi di attacco e il tipo di combo elementali che potrete eseguire. Ogni arma può essere livellata individualmente e aumentata con le mod che guadagnerete, quindi alla fine del gioco, le armi più usate saranno probabilmente anche le più potenti. Quando sarete su un pianeta, il combattimento diventerà molto più tattico con la possibilità di mirare i punti deboli del nemico cosi da indebolirlo. Piccola parentesi:  il gioco offre un auto-mira troppo generosa. Questo avvolte rende il tutto un po’ troppo semplice quasi come un auto shot, poco sensato a mio avviso. Nello spazio invece il tutto risulterà più frenetico grazie alla liberata di movimento. I controlli per ogni nave saranno gli stessi, con microscopiche differenze tra loro, che certo non vi manderanno in tilt. Ad ogni settore troverete degli ordini di operazione, come: eliminare i siti minerari per indebolire la potenza nemica, oppure distruggere i nidi di Imp o, ancora, bypassare i dati di sonde cadute ecc ecc. Battere i nemici Prime -giganteschi boss robottoni – che si trovano su pianeti vicini l’un l’altro indebolirà automaticamente la Dreadnaught, ovvero una gigantesca astronave nemica. Ammetto che durante gli scontri il tutto, alla lunga, risulta un po’ ripetitivo visto che la metodologia – nel lungo – rimane identica.

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Sfortunatamente, la trama principale del gioco non è il massimo. La sceneggiatura sembra scritta per i giocatori che hanno una già certa confidenza con i personaggi e la loro varie situazioni, questo significa anche che manca quasi totalmente di pathos e capacità di suscitare interesse verso i neofiti del genere rischiando di non coinvolgerli più di tanto. Innegabile che alcuni dei personaggi in Starlink: Battle for Atlas siano interessanti, ma anche il fascino della narrazione vuole la sua parte. Altra nota negativa di Starlink, che scinde dal gioco in se per se, sta nel come viene offerto e descritto ai fini del marketing stesso del prodotto. Presentato ai consumatori come un semplice giocattolo,  che in qualche modo, altera il valore comparativo dei pacchetti fisici tra le varie console. Insomma non viene valorizzato quanto dovrebbe.

Infine, Starlink: Battle for Atlas è un open-world molto interessante e nello stesso tempo divertente. Riesce appieno a esaltare il senso di esplorazione appagando interamente – nonostante la trama –  il videogiocatore. Ubisoft ha provato un all-in interessate e soprattutto coraggiosa. Sicuramente riuscendoci con uno stile unico, caratteristico, distintivo e particolare.

7.5

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

4 Comments

  1. Concordo praticamente con tutto. Gioco sottovalutato da una errata pubblicità. gioco che merita.

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  2. Ma non aveva cominciato la Disney con questo tipo di toys to life?

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  3. Buonissima recensione Paolo! Il gioco lo abbiamo provato e ci ha sorpresi in positivo: molto divertente e quasi rilassante. Sicuramente un titolo minore rispetto alle grandi uscite di questo periodo, ma non per questo meno valido.

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    1. Assolutamente. Un bel gioco, diverso, che offre un’esperienza totalmente nuova. Unici nei: pubblicizzazione del prodotto quasi inesistente e prettamente infantile, sminuendo così il prodotto stesso facendolo passare solo come un giocattolo. Altro; la scelta – errata – di vendita del prodotto in termini quantitativi che si differenzia tra il digitale e fisico/starter pack. A questo punto fate solo edizioni speciali direttamente per gli acquirenti piuttosto che fare spendere di più per poi avere nemmeno la metà di chi va ad acquistare la versione digitale.

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