Questa non sarà una vera e propria recensione (nonostante il titolo), ma un tributo di lode, onore e ammirazione.

I ricordi della nostra infanzia sono molteplici, ricchi di nostalgia e sentimentalismo. Emozioni tanto dense, che nonostante gli anni trascorsi rimangono vivide, scolpite nella nostra mente in maniera indelebile. Final Fantasy VII ha un posto d’onore in quel contenitore d’arte che risiede dentro ogni videogiocatore che si rispetti.

Quando definiamo “opera” un gioco, in particolare si ha un senso di profondità che va ben oltre dell’immediato “bellissimo”, oltre tutto quello che si può definire con parole comuni, scritte e raccontate. Ci sono stati spin-off, prequel e perfino un seguito cinematografico, questo è Final Fantasy VII.

Final Fantasy VII nasce come figlio di un concepimento – dovuto ai fan – nel 1994 grazie al grande successo riscontrato con FFVI. Venne rilasciato ufficialmente nel 1997 diventando cosi un punto fermo del genere e della saga stessa. Il concept, che va a disegnare tutto il background del mondo in esso, è di stampo fantascientifico. Uno stile steampunk che si mischia ad una sorta di tecno-cultura post-moderna dell’industrializzazione globale in un mondo ricco di tonalità scure e angoscianti, ma povero in un “decadentismo” culturale e umano.

Final Fantasy VII rispetto ai suoi predecessori – in un certo senso anche per i suoi successori – rimane due spanne sopra per quanto concerne la grafica dell’epoca e bellezza generale. Sakaguchi e tutti gli altri sviluppatori che lavorarono al progetto furono dei precursori del 3D. La scelta, dovuta per termini di sviluppi, crescita e soprattutto per la richiesta di un’utenza che desiderava dei cambiamenti, non fu presa alla leggera, anzi, le domande sorgevano spontanee; perchè cambiare qualcosa che funziona? Un po’ come sparare alla croce rossa consapevoli di quello che ne sarebbe potuto venire – nel peggiore dei casi – cercandosi volutamente quel carnefice pronto a far fuoco. Un coraggioso salto in un buco nero da parte di un gruppo precorritore, che anticipa quello che ad oggi si definisce “decima arte”.

Per quanto riguarda la storia, Final Fantasy VII, penso sia la più bella o comunque rimane coerente con tutto il contesto. La storia racconta le vicende di un mercenario di nome Cloud Strife, un ex-SOLDIER assoldato dagli Avalanche, un gruppo di ribelli considerati terroristi dall’autorità, per attaccare la potentissima ShinRa Company, una multinazionale che esegue degli esperimenti sui soldati esponendoli alle radiazioni Mako per farli diventare più potenti. L’assalto non va a buon fine e i nostri si trovano braccati e costretti alla fuga in un viaggio che li porterà in giro per il mondo e ad affrontare un nemico potente quanto misterioso.

Ci sono tanti aspetti simbiotici che conducono ad una similitudine di un personaggio sviluppato dal nulla con la realtà umana. Cloud inizialmente era un mercenario con la puzza sotto il naso, arrogante e orgoglioso interessato solo alla moneta sonante. Convinto di essere quello che in realtà non era, intraprenderà un percorso di crescita non solo fisico in quanto diventerà un’eroe, ma anche di crescita interiore. Un cammino spirituale che lo porterà attraverso un’avventura epica tra momenti di gioia, perdite e dolori. Un personaggio tanto iconico, che praticamente è apparso ovunque e per essere politicamente corretto ne cito alcuni: Final Fantasy Tactics, Dissidia Final Fantasy e Dissidia 012 Final Fantasy, e numerosi titoli spin-off. Inoltre in diversi capitoli di Kingdom Hearts. Cloud, come Sepiroth – altro personaggio importante – erano i primi prototipi di coraggio e ambizione che rispecchia le vicissitudini dell’animo della vita reale. Insomma una storia fiabesca e dei personaggi molto intricati con dialoghi interminabili, condito da meccanismi di gioco estremamente curati, quasi maniacalmente. So di essere estremamente impopolare e terribilmente immorale verso magari quelle persone che hanno sofferto, o soffrono tutt’ora, isolate dalla vita reale… ma non vi preoccupate le mie spalle sono abbastanza larghe per essere volutamente frainteso, tanto prima o poi a tutti capiterà di essere equivocati. Final Fantasy VII, era meglio della vita vera in certi sensi. Chiamatela intransigenza giovanile o come preferite ma le vicende narrate, la storia e gli avvenimenti e le passioni coinvolgevano cosi tanto che le ore scorrevano rapidamente. Ed è risaputo che il tempo passa velocemente quando si sta bene.

Final Fantasy VII diventò dunque l’emblema degli JRPG. Ma quale altri motivi arrecano tutto questo successo all’ormai acclamato gioco? Sicuramente il gameplay! Infatti, Final Fantasy VII vanta un un meccanismo di gioco molto valido ancora oggi. Il battle system è curato e ricco di abilità che annoverano a sua volta un mucchio di possibilità. Per fare un esempio pratico anche per i fan, le abilità come “Manipola”, “Colpo Critico” ed altre, dipenderanno tutto dalle materie che avranno i vostri personaggi. Le materie sono un sistema di sviluppo che vi consentirà di lanciare una infinità di magie. Non voglio continuare nell’ormai risaputo quindi la faccio breve; un gameplay davvero meraviglioso.

Nobuo Uematsu fu la causa dei miei fischiettii infiniti. Si avete capito bene. Fischiavo ovunque, in strada, sotto la doccia, a scuola, mentre mangiavo con il cibo in bocca e incredibilmente mentre deglutivo. Grazie al suo lavoro nel comparto sonoro di Final Fantasy VII, Uematsu creò delle colonne sonore indimenticabili, come “One Winged Angel”, “Still More Fighting”, “J-E-N-O-V-A” e tantissime altre OST davvero stupende che ad oggi ricordo benissimo (fiu fiu fiuuu fiu fiuu).

Infine, al di là di tutto quello detto sopra, Final Fantasy VII fù un’opera tanto grande e tanto potente che riuscì nell’impresa di definire il suo tempo stampando un fotografia e diventando un simbolo generazionale unico. Final Fantasy VII non è un gioco, bensì Il gioco.

Ovviamente l’annuncio del suo remake ha dato avvio all’isteria nei fan, me compreso.

voto 10

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

5 Comments

  1. Ottima recensione e ben scritta! Il voto me lo aspettavo, non ho giocato FFVII, ma me ne hanno sempre parlato bene. Recupererò il remake, appena esce.

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  2. Io non l’ho mai giocato, ma per quello che si legge in giro, questa recensione compresa, non ci sono dubbi. Remake da prendere assolutamente

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  3. Kevin Kev Baldini 9 ottobre 2018 alle 23:13

    Il gioco di ruolo per eccellenza… ancora un capolavoro a distanza di quasi 22 anni, un plauso particolare alla colonna sonora, indimenticabile

    Piace a 2 people

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  4. Bella recensione e ottimo tributo a questo capolavoro intramontabile. Nonostante abbia un bel po’ di anni sul groppone rimane uno dei JRPG più belli di tutti i tempi e un caposaldo importante per tutti i titoli appartenenti al genere che sono venuti a seguire. Un consiglio a chi non hai mai avuto il piacere di provarlo: non aspettate il remake ma giocate comunque l’originale. Il rifacimento non sarà mai la stessa cosa (e soprattutto…uscirà mai o è solo un miraggio?)

    Piace a 1 persona

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    1. Grazie. Beh Nomura stesso l’ha dichiarato che il remake è in sviluppo e che ci saranno anche succose novità. Secondo me nel 2019 potremmo saperne di più riguardo alla ad un eventuale data di rilascio. Poi se dobbiamo fare due conti a gennaio arriva KH3, nel 2019 usciranno gli ultimi episodi di FF15 quindi ci vorrà sicuramente tempo. Poi tutto è possibile, anzi incrociamo le dita. Per un promemoria generale che FF7 (l’originale) potete trovarlo nello store di PS4 ad un prezzo irrisorio a confronto della grandezza del gioco.

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