Recensione

Murdered: Soul Suspect – Una retro-recensione dal mondo dei morti

Succede tutto per caso. Un giorno passi al Game Stop, ti ci fai un giretto senza grosse pretese e vieni rapito dalla copertina accattivante di un gioco di cui si, hai sentito parlare, ma che non hai mai visto giocare o giocato da nessuna parte. Il prezzo è vantaggioso, hai poche cose da giocare che ti rimangono, ma resti indeciso anche dopo aver visto la custodia e visto l’incipit del retro della confezione. Grandi promesse di trama avvincente, scene mistiche e horrorifiche e situazioni action!

 

Certo, ma resti ancora poco convinto. Non so da voi, ma da me si dice che chi sa fare tutto è come se sapesse fare nulla. La paura nel sapere di tutte queste situazioni miste fa si che ti chiedi, legittimamente, se queste siano fatte effettivamente ad hoc e che quindi ti trovi davanti ad un capolavoro del genere o se TUTTI questi mood di gioco siano fatti uno peggio dell’altro e ti trovi davanti ad uno spreco di plastica e carta che dovrebbe essere al centro di dibattiti ambientalisti sullo spreco delle risorse della terra. Sei li, il commesso che ti fissa e non puoi chiedergli nulla perchè sai che vorrà venderti il software a costo della sua anima, il negozio si svuota, il tempo passa inesorabile, fai la lista dei pro e dei contro, sudi freddo, chiami a casa e chiedi se stanno bene (perchè tu non stai per niente bene) e nel profondo della tua anima inizia a farsi strada l’ipotesi di essere un fallimento umano incapace di decidere razionalmente della propria vita e del proprio destino, poi guardi nell’angolo basso della confezione e leggi l’unica scritta che ti farebbe comprare anche organi al mercato nero: Square Enix. Esci dal negozio col portafogli più alleggerito, felice come un bambino e certo di tornare a casa con un’avventura grafica, l’ennesima di Square, pronta a darti tutto ciò che cerchi dalla tua PS4. Un lieto fine. Per il commesso di Game Stop che ti ha venduto il gioco. Tu no, tu fai schifo. Il gioco fa schifo. La vita fa schifo. Nessuno ti ama.

Murdered Soul Suspect 1_1920_KR

Ronan O’Connor, poliziotto dal passato tormentato e oscuro, viene assassinato nella notte dall’ormai noto “killer della Campana”, assassino seriale che terrorizza la città coi suoi crimini efferati e precisi, suo marchio di “fabbrica” il disegno di una campana che lascia sul braccio delle vittime col loro stesso sangue. Da quel momento in poi vestiremo i panni dello stesso Ronan, ormai fantasma, e dovremo indagare tra il regno dei vivi e quello dei morti sulla vera identità del killer della Campana e fermare la sua furia omicida in un modo o nell’altro. La trama si infittisce, si intreccia con le storie personali dei protagonisti quali: Ronan, Joy, Rex! La città si Salem, nota ai più per la sua storia di persecuzione delle streghe o presunte tali, resta sempre scura, ermetica, e sparsi per i vicoli, grazie alla nostra visione di fantasma, si palesano parti di quella che era la cittadina, come un ricordo permanente nella storia delle anime quale dimostrazione delle barbarie. ll top di quest’ultima feature si raggiunge con la visita al museo cittadino pieno di quella storia macabra che ad oggi rende nota Salem. Con l’aiuto di Joy, una medium, indagheremo sul passato, sulla nostra ormai defunta moglie Julia e sull’identità segreta del killer della Campana. Saremo ostacolati dal killer stesso e da demoni veri e propri che non esiteranno un attimo a catturarci dando sfogo a tutta la vena stealth del titolo.

Tutto veramente molto bello, storia avvincente, ambiente ispirato, se non fosse che il gioco risulta sviluppare la trama veramente male, non soddisfa, non senti che quei colpi di scena stanno effettivamente cambiando le sorti del gioco e il tutto piomba nell’anonimato nello stesso momento in cui accade. Le premesse di Square Enix, anzi di Airtight Games (e si, la scritta Square Enix sulla confezione si riferisce alla semplice distribuzione sul mercato ed è quindi la bugia più grossa degli ultimi secoli videoludici) sono veramente ottime! L’ambiente di gioco però si fa frustrante dopo pochissimo e il tutto si riduce ad un “andiamo avanti e finiamo sto schifo solo perchè ormai ce l’ho”. Indagare non è per nulla divertente, anzi! Risulta veramente noioso dato quella componente “mistica” imposta dall’ambiente spettrale. Il finale? Lo dirò senza mezzi termini: Orrendo. Sfido chiunque ad urlare preso dalla sorpresa nello scoprire chi si cela dietro il volto dell’assassino e altrettanto aspetto commenti entusiasti sul “combattimento” finale. I movimenti di Ronan sono legnosi, meccanici come non si vede dai tempi degli scriptatissimi giochi PS1, ma ciò a quanto pare non basta ai “demoni”, l’unica componente action di questo software, perchè gli stessi saranno così stupidi e facili da evitare da non rappresentare praticamente mai una difficoltà, mai! A tratti mi ha ricordato quei giochi programmati male a tema “film famosi pixar”.

Sotto il punto di vista tecnico, meh. L’ambiente di gioco è veramente ben fatto. Salem è quasi vera, ma resta troppo limitata e sta stretta al videogiocatore. Ti opprime, ma per i motivi sbagliati. Il comparto audio? Esiste? Altight Games non sa proprio che uso farne, dimenticabile al 100%. Non aiuta, non ti prende, non rende. Come dicevamo, movimenti legnosi e meccaniche di gioco che ricordano titoli Indie ben lontani da un prodotto tripla “A”. La grafica di gioco nel complesso non è per niente male: Texture, ambient, effetti particellari e motion tracking del viso risultano buoni. Peccato per le luci un po’ piatte e anonime. Colori volutamente desaturati nell’ambiente ma saturi nel rosso dei demoni: Arrivano al punto, colpiscono l’occhio in modo piacevole, ma non bastano. Sviluppo della trama anonimo. Animazioni scriptate non sempre bene grazie a tagli assurdi delle scene e cambi di campo che ricordano vagamente i film degli anni 80. Avete presente quelle riprese senza senso sulle espressioni per nulla realistiche dei personaggi? Ecco.

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Qualche tempo fa il gioco “No Man’s Sky” è finito nell’occhio del ciclone per non essere effettivamente un titolo considerabile “Tripla A”. A mio parere quelli che hanno criticato No Man’s Sky non hanno mai conosciuto questo gioco. Riconosco l’impegno di Altight Games e la elogio per lo sforzo nel voler creare quello che si proponeva essere una brutta copia di LA Noire, ma proprio non si fa così. In giro come avrete notato c’è veramente poco su questo titolo e dopo averlo ultimato a fatica se ne capisce il motivo. Ancora, la storia è veramente interessante! L’incipit è capace di scatenare nei giocatori quella sensazione di esser davanti ad una storia pregna di colpi di scena e mistero, quella speranza viene quasi subito perduta quando noti che, bhè, è tutto un culo. I demoni: Che stupidi ed inutili! Fanno da riempitivo, senza di loro il gioco durerebbe praticamente la metà pur non rappresentando una vera e propria sfida. Se malauguratamente lo trovate sullo scaffale e il suo valore supera o tocca i 20 euro, compratelo. Ma solo se avete da spendere soldi in cose inutili sul genere “investigazione”.

 

voto 4

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