È raro che un prequel funzioni davvero così bene, in cui una storia può affascinare nonostante il pubblico sappia cosa sta arrivando e dove il percorso porterà. Life Is Strange: Before The Storm è una di quelle storie eccezionali perché vi attira nei suoi stessi termini, scopre i nostri nervi e ci ficca il dito dentro e quello che ne otteniamo non è male, ma commozione. Infatti è l’unico vero problema: sai che ti spezzerà il cuore.

Come sappiamo, l’originale Life Is Strange è immersa nella tragedia. Chloe Price, l’estranea amica di Maxine Caulfield, torna a casa nella sua città natale, sperando di trovare la sua amica scomparsa, Rachel Amber. La ricerca porta Chloe e Max ad illustrare (anche) un vasto abisso della loro esperienza di vita. La vita di Max è definita da buona fortuna e privilegio. Chloe, come visto attraverso Before The Storm, è definito dalla perdita.

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Quando l’episodio 1 inizia, Chloe è costretta a intromettersi in un concerto metal sotterraneo con nient’altro che intelligenza di strada e il suo goffo senso di sass. Non è ancora così acuta e indurita come la ragazza che incontriamo nel gioco originale, ma ha il coraggio di diventare più forte man mano che la vita diventa dura. La prospettiva di quella ragazza è ovunque in Before The Storm: la colonna sonora più grigia, evocativa, post-rock rispetto alla soleggiata del gioco originale. Il sistema Backtalk, una controfigura per la meccanica del viaggio nel tempo di Life Is Strange, vi dà ancora più controllo sul flusso di conversazione per ottenere ciò che desiderate. È un modo per ritrarre le forze umane di Chloe che purtroppo non vengono implementate abbastanza spesso negli ultimi due episodi.

L’episodio 1 troviamo Chloe e Rachel che giocano all’impazzata, e cercano di saggiarsi l’un l’altro, il che non vi dice nulla che non potresti indovinare da soli. È solo dopo che Rachel sorprende il padre del Procuratore Distrettuale in un atto compromettente che espone metaforicamente tutto, rivelando che lei e Chloe non sono così diverse come sembrano.

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I tre episodi di Before The Storm sono all’incirca due ore ciascuno, a seconda di quanto siete compulsivi nell’esplorare ogni angolo. Rispetto al gioco originale, che si appoggiava pesantemente alle implicazioni del viaggio nel tempo di Max, Before the Storm non ha una vera e propria “stampella” soprannaturale da appoggiare per risolvere i problemi del mondo. Commoventi performance shakespeariane nell’episodio 2, si manifestano come sequenze di sogni occasionali, di più per Chloe che cerca di risolvere il proprio dolore piuttosto che influenzare il mondo che la circonda. Il mondo reale intorno a Chloe continua a sgretolarsi e le vostre scelte tenderanno a cadere.

Il cuore di tutto rimane la relazione di Chloe con Rachel. Un caso di due persone che trovano qualcuno a cui valga la pena aggrapparsi con buona volontà in una fiducia reciproca mai mal riposta. L’episodio 3 vira sempre leggermente verso il dramma, ma anche quello sé giocato seriamente, vi porterà a sciogliervi con gli errori di Chloe e Rachel che hanno conseguenze serie, infinitamente accattivante.

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È un gioco che crea un rapporto così ammirevole e genuino tra due ragazze che hanno assolutamente bisogno l’una l’altra. Tuttavia, i tre episodi principali di Before The Storm si giocano in gran parte come se il futuro non fosse scolpito nella pietra, permettendo di creare qualcosa che assomiglia a una vittoria momentanea per una relazione sfortunata, intrattenendo le nozioni di coping e vulnerabilità.La ciliegina agrodolce in cima, tuttavia, è contenuta nell’edizione Deluxe del gioco, un episodio finale che vi permette di giocare insieme all’ultimo bellissimo giorno di Max e Chloe prima che Max parti per Seattle.

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È leggero, stravagante, spesso divertente e bagnato da una dolce nostalgia dorata. E ancora una volta, i suoi momenti finali portano alla verità che scorre veloce, ed è una pugnalata al cuore.

Questa, apparentemente, è la gioia straziante che è Life Is Strange: l’inevitabilità che la vita faccia cose terribili e inaspettate a persone di cui amiamo la presenza, quelle persone che meritano assolutamente di meglio. Il contributo dello sviluppatore Deck Nine di Before the Storm afferma che “il dolore vale ancora la pena viverlo”.

voto 9

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Pubblicato da Paolo M.

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

One Comment

  1. Finito e platinato! Gioco da 9 pieno!

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