PlayStation

Le fantastiche avventure di Captain Spirit – Recensione

Le fantastiche avventure di Captain Spirit è un breve episodio di Life is Strange ambientato prima dell’imminente secondo capitolo del famoso e toccante titolo, e non costa un centesimo, quindi il gioco è gratis. Un persona cinica potrebbe pensare solo ad una semplice strategia di marketing, una “demo” breve per stuzzicare i nostri appetiti. Ma in Captain Spirit c’è molto di più, nonostante finisca piuttosto rapidamente. Dal momento in cui il meraviglioso brano “Death with Dignity” di Sufjan Stevens inizia assieme all’incantevole montaggio di apertura, sono rimasto particolarmente affascinato. Le fantastiche avventure di Captain Spirit è un bel gioco.

Captain Spirit è il giocoso supereroe alter-ego di Chris Eriksen, un ragazzo con un amore sproporzionato per i fumetti con un senso macchiato tra meraviglie e problematiche infantili. Un gorgogliante tumulto interiore di dolore misto tenerezza incrinerà la superficie dei nostri cuori ormai abituati a tutto e di più. Chris vive da solo con suo padre, Charles, una ex star del basket. La coppia vive da sola in una casa alla periferia di Beaver Creek. La madre di Chris è morta qualche tempo fa, e senza entrare nello specifico, ci sono parallelismi con la situazione di Chloe in Life is Strange.

Il gioco, può durare (volendo) tre ore, se si è dei completisti, e si svolge in un singolo sabato mattina. Si apre in maniera affascinante con Chris che scarabocchia un costume da supereroe, con in mente solo la prospettiva di avere un giorno intero (sabato) libero per giocare. Spetta a noi scegliere come passare quel sabato. La maggior parte degli obiettivi del gioco sono strettamente opzionali, e potrete “finire” il gioco completandone (anche) pochissimi, ma il desiderio dichiarato di Chris è di partire all’avventure nelle panni di Captain Spirit.

Meccanicamente, il completamento di questi obiettivi, può sembrare di ridurre il gioco a un classico gioco di avventura. Percorrerete l’interno della casa e il suo cortile, costruirete il vostro inventario e scoprirete come risolvere numerosi enigmi. Ma un occhio clinico può capire che Captain Spirit è molto di più di quello che sembra. Gli enigmi, anche se raramente impegnativi, hanno un buon senso logico e un ordine che li rendono soddisfacenti nonostante siano alla portata di tutti.

Anche Chris è un grande personaggio. È un ragazzino di 10 anni credibilmente infantile, cosa rara nei giochi. La sua vita non è facile, anzi tutt’altro, una vita difficile in una mente comprensibilmente e non totalmente pronta ad affrontarla. Infatti, come meglio può, riesce ad andare avanti grazie anche alla sua potente immaginazione, che a volte lo manda in sequenze fantasy, da fare invidia ai migliori cinecomics, mentre combatte contro i “nemici” di Captain Spirit. Essi però si trattano di filmati e non di sezioni giocabili, ma sono visivamente fantasiosi, belli e divertenti, tuttavia, fungono da metafore per il dolore e le paure di Chris e danno un’idea di come funziona la mente del ragazzo nell’affrontare certe situazioni. Se Chris ha un qualche tipo di potere simile alla capacità di Max viene intelligentemente nascosto, come spesso viene mostrato, quello che sembra essere telecinesi in realtà si scopre essere qualcosa di molto più banale. Ma c’è un forte suggerimento che ci fa intuire esserci di più sotto rispetto a quello che vediamo.

Tra questi momenti di spavalderia immaginaria tra spazio, nuvole e vorticose tempeste, verrete tirati a forza sulla terra grazie al ritrovamento delle lettere scritte dalla madre di Chris. Captain Spirit è sorprendente e cresce notevolmente ad ogni minuto di gioco toccando soprattutto tematiche davvero interessanti e profonde. Inoltre la già citata traccia di Sufjan Stevens viene usata per creare un effetto video uditivo devastante alla nostra sensibilità, facendoci immergere in un pozzo emotivo dove anche i più duri di cuore faticheranno a galleggiare.

voto 8

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Categorie:PlayStation, Recensione

1 risposta »

  1. È durato poco, ma molto intenso. Tante emozioni, personaggi e musiche sempre al TOP. Questa sorta di prologo non ha fatto altro che confermare la qualità di Dontnod, che dopo un “traballante” Vampyr, poteva essere messa in dubbio, e aumentare il mio hype per Life is Strange 2.

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